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PENSIERI NOLANI
GIORDANO BRUNO - AMBROGIO LEONE

FRASI E PENSIERI DEGLI SCRITTORI NOLANI


GIORDANO BRUNO

"solo ingiustamente si può dire che una causa infinita sia causa di un effetto finito". De immenso et innumerabilis

" le stelle "son que' ambasciatori, che annunziano l'eccellenza de la gloria e maestà de Dio". La cena de le ceneri

"Tutto dunque, quantunque minimo, è sotto infinitamente grande providenza; ogni quantosivoglia vilissima minuzzaria in ordine del tutto ed universo importantissima; perché le cose grandi son composte de le picciole, e le picciole de le picciolissime, e queste de gl'individui e minimi". Spaccio de la bestia trionfante

"che lui (Bruno) non vedea per gli occhi di Copernico, né di Ptolomeo, ma per i proprii, quanto al giudizio e la determinazione". La cena de le ceneri

"Sai, che gli animali e piante son vivi effetti di natura; la qual natura …non è altro che dio nelle cose". Spaccio de la bestia trionfante

"(Bruno non disprezza alcuna filosofia)…Diciamo ciò…per dare sollievo agli sforzi di quanti si propongono di misurare col proprio ingegno l'ingegno altrui". De Umbris Idearum

"…tutti gli orbi non vagliono per uno che vede, e tutti i stolti non possono servire per un savio". La cena de le ceneri

"Io stimo più la coltura dell'ingegno, quantunque sordida la fusse, che di quantunque disertissime paroli e lingue". De la causa, principio e uno

"I grammatici asservono il contenuto alle parole, noi invece asserviamo le parole al contenuto". De triplici minimo et mensura

"(la sapienza è) bella come la luna, eletta come il sole, terribile come esercito schierato". Oratio valedictoria

"…è iniquo pensare in forza di una sottomissione ad altri, è da mercenari, da servi e contrario alla dignità della umana libertà assoggettarsi e sottomettersi, è cosa stupidissima credere per consuetudine, irrazionale aderire ad un'opinione in forza della moltitudine di quelli che la professano". Articuli centum et sexaginta adversus huius tempestatis mathematicos atque philosophos

"come è ordinario, quei che manco intendeno credono saper più, e quei che sono al tutto pazzi, pensano saper tutto". La cena de le ceneri

"Non vedete voi che quello che era seme si fa erba, e da quello che era erba si fa spica, da che era spica si fa pane, da pane chilo, da chilo sangue, da questo seme, da questo embrione, da questo uomo, da questo cadavero, da questo terra, da questa pietra o altra cosa". De la causa, principio e uno

"Se pochissimi animi di uomini sono stati plasmati, per quale motivo […] tanti corpi sono stati modellati in forma di uomini?". Cantus Circaeus

"Considera poi quanto sia grande la varietà presentata dalla eminente natura. Varie sono le membra del mondo. Varie sono le specie nelle membra del mondo. Varie sono le figure degli individui nelle specie: difatti un olivo non ha una figura del tutto simile a un altro olivo; un uomo non è del tutto simile a un altro. E così tutte le cose secondo la capacità sono distinte da differenze, le singole cose dalle singole cose, e tutte le cose vengono disgiunte da tutte le proprie caratteristiche come da differenti confini. Sforzati dunque per renderti conforme alla diversità della natura in tutte le cose, nel modo di essere, nella grandezza, nella forma, nella figura, nella disposizione, nell'attitudine, nel termine, nella posizione, e per quanto ti sarà possibile rivestiti delle differenze, nell'agire, nel patire, nel distribuire, nel prendere, nel sottrarre, nell'aggiungere e nell'alterare in diversi modi, come abbiamo detto". De Umbris Idearum

"Vogliono forse questi reverendi, che quando Mosè disse, che Dio tra gli altri luminari ne ha fatti dui grandi, che sono il sole e la luna, questo si debba intendere assolutamente perché tutti gli altri siino minori della luna o veramente secondo il senso volgare ed ordinario modo di comprendere e parlare? Non sono tanti astri più grandi che la luna?"
La Cena de le Ceneri

"...(nella) medesma Scrittura...giudei, cristiani e mahumetisti, sette tanto differenti e contrarie,...tutte vi san trovare quel proposito che gli piace e meglio gli vien comodo: non solo il proposito diverso e differente, ma anche tutto il contrario, facendo di un sì un non, e di un non un sì, come, verbigrazia, in certi passi, dove dicono che Dio parla per ironia...prendere per metafora quel che non è stato detto per metafora, e per il contrario prendere per vero quel che è stato detto per similitudine"
La Cena de le Ceneri

"Non morder, se non sai s'è pietra o pane"(Cena de le ceneri)

"faticando profittai, soffrendo feci esperienza, vivendo esule imparai"
Oratio valedictoria


"In tristitia hilaris, in hilaritate tristis"

"Sono cittadino e servo del mondo, figlio del Padre Sole e della Terra Madre"

"...chi più di tutti crede più s'inganna..." (Candelaio)

"...il tempo tutto toglie e tutto dà..." (Candelaio)