Scavo Archeologico
Via S. felice
(II d.C.-V d.C.)




Ambiente d'eta romana

(Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta)

L'Insula del Duomo
Una serie di edifici religiosi - Cattedrale, Campanile, Chiesa dei SS. Apostoli, ex complesso di S. Giovanni dei fustiganti, Curia - caratterizzano l'area dell'Insula del Duomo, configurandola come una sorta di "cittadella religiosa".
La scelta del sito non dev'essere stata casuale. Com'è noto, infatti, i lavori di edificazione dell'attuale Cattedrale, tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, individuarono e portarono in luce resti pavimentali e marmorei che testimoniavano l'esistenza, al disotto delle strutture medioevali, delle vestigia della Nola romana e preromana. La qualità e la tipologia del materiale rinvenuto, fra cui un bellissimo frammento di pavimento in opus vermiculatum, rappresentante un'aquila che stringe negli artigli una serpe, conservato al Museo Campano di Capua, ha fatto ipotizzare l'esistenza sul posto del Capitolium, ossia del centro religioso e civile della città, con una piazza dominata da edifici pubblici con funzione cultuale, come un tempio dedicato a Giove, sulle cui rovine più tardi, in epoca cristiana, sono stati costruiti gli edifici di culto della nuova religione: un complesso, quindi, pluristratificato e di notevole interesse storico-archeologico.



Ambiente d'eta romana
(Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta)


L'indagine del gennaio 2002

L'indagine archeologica (effettuata dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli, con la collaborazione dell'Associazione Meridies), preliminare ai lavori di ristrutturazione del locale di proprietà della Curia Vescovile (attualmente studio di cine-fotografia Camine Napolitano, Via S. felice n.9), ha messo in luce, al disotto delle opere di sostruzione del pavimento della cappella del Santissimo del Duomo, alcune strutture murarie relative ad un ambiente di un edificio di epoca romana.
Le murature, orientate nord-sud/est-ovest, sono conservate per un'altezza massima di circa m 1,84 e si riferiscono a vari momenti di vita del complesso. Ad una prima fase, probabilmente di epoca repubblicana, è relativa la struttura muraria con paramento in opera incerta di tufo; essa si sviluppa in senso perpendicolare alla via San Felice, alla quale è sottoposta di circa m 1,50, e sembra continuare ben oltre il limite sud del locale, al disotto della strada. Ad una fase successiva, riferibile a restauri o ristrutturazioni dell'edificio, si collocano le ammorsature angolari in opera listata, con ricorsi di tufo e laterizio su spessi letti di malta, e la preparazione di un pavimento, forse di lstre di marmo. Sul tratto murario messo in luce sul lato nord, è presente un vano, largo m 1,08, chiuso da un tompagno in blocchi squadrati di tufo; la parte alta del muro invece presenta una sopraelevazione in opera mista di tipo incerto, probabilmente riferibile ad una fase tarda di riutilizzo dell'ambiente. Fra il materiale di reimpiego si nota un grosso frammento di soglia in calcare, sulla cui superficie sono visibili incavi quadrangolari per l'incardinamento di una porta.
Caduto in disuso, abbandonato e spogliato del pavimento, l'ambiente fu poi invaso dall'alluvione fangosa immeditamente successiva all'eruzione c.d. di Pollena, avvenuta in epoca romana tarda (fine V-inizi VI secolo d.C.). Al disopra dello strato di fango piroclastico rappreso, l'esplorazione ha evidenziato uno spesso livello di colmamento, costituito da un terreno morbido con incluso materiale ceramico, litico e numerosi resti faunistici. Quest'ultima unità era ricoperta da un sottile deposito cineritico, relativo ad un fall eruttivo di un'eruzione vulcanica non ancora chiaramente identificata, ma forse riferibile a quella del 1631, data che costituisce un "terminus ante quem" per l'urbanizzazione di questo settore dell'Insula del Duomo.
La scoperta è particolarmente significativa poiché, oltre al buono stato di conservazione delle strutture, soprattutto in elevato, ha consentito l'acquisizione di nuovi dati archeologici utili a meglio chiarire l'assetto urbano della città antica, unitamente ad una più completa comprensione dell'impatto delle eruzioni sul territorio ad est del Vesuvio.

G. Vecchio - N. Castaldo - A. Solpietro


A cura della Soprintendenza per i Beni Acheologici di Napoli e Caserta