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Legambiente di Nola

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CIRCOLO "LA CICALA" DI NOLA
Via A. De Gasperi - 80035 Nola (Na)
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LEGAMBIENTE DI NOLA
CIRCOLO "La Cicala"



L'ultima e più grave emergenza del territorio nolano

Nell'incontro avvenuto tra alcuni sindaci, il dott. Massimo Paolucci, Commissario Vicario all'Emergenza Rifiuti in Campania, l'On. Paolo Russo, il comitato civico e comuni cittadini, incontro reso possibile da S.E. il Vescovo di Nola, è emersa in modo chiaro ed evidente che oltre ad emergenze di tipo ambientale e camorristico il nostro territorio soffre di una ben più grave emergenza ed è quella di tipo politico. Nell'ascoltare le ragioni dell'uno, commissario vicario, e degli altri che hanno seguito lo svolgersi della vicenda del cosiddetto protocollo d'intesa, abbiamo avvertito, come cittadini, il malessere per essere così mal rappresentati, per essere così indifesi di fronte alle "ragioni" del potere antidemocratico determinato da una emergenza rifiuti che dura ormai da troppi anni. Il 26 febbraio 2002 dai sindaci di Avella, Cicciano, Casamarciano, Cimitile, Comiziano, Nola, Roccarainola, Saviano, Scisciano, Tufino e dal Commissario Delegato Antonio Bassolino veniva firmato il protocollo. Dopo una lunga premessa comprendente ben ventuno tra ordinanze, decreti, contratti, si prendeva atto che:
1) i lavori di sistemazione (non bonifica) della ex discarica Paenzano 1 erano in corso di ultimazione;
2) che era stato disposto l'inizio dei lavori di messa in sicurezza della ex discarica Paenzano 2;
3) che era stato affidato il monitoraggio dell'area interessata all'impianto del C.D.R. e delle discariche seguendo il programma elaborato dalla Commissione A.S.L. NA4.
Considerata l'impossibilità del C.D.R. di Caivano e Giugliano di garantire lo smaltimento dei rifiuti dell'intera provincia e non essendo possibile la delocalizzazione del C.D.R. di Tufino, si sarebbero ultimati i lavori entro l'agosto del 2002. Queste decisioni venivano prese nonostante il parere contrario dei sindaci in previsione di un notevole e futuro miglioramento e sostenibilità delle cosiddette "passività ambientali" e non della loro situazione effettiva al momento della firma. Per essere superate tali passività sarebbero stati necessari interventi di bonifica e di realizzazione di opere viarie. Si ipotizza, inoltre, la formazione di un organismo di vigilanza, la supervisione da parte di un gruppo tecnico, nonché quella di un comitato di garanzia neutrale. Puntualmente nel mese di agosto iniziava il rodaggio del C.D.R. senza che le opere previste e ritenute indispensabili per superare le passività ambientali fossero ultimate e in qualche caso mai iniziate. Si è appreso che gli impegni presi dalla struttura commissariale, pur avendo forse una valenza di tipo politico, non sono vincolanti da punto di vista giuridico. La nostra terra, la nostra memoria storica, la nostra salute, le nostre tradizioni barattate in cambio di niente, se il protocollo di intesa che fin'ora ha prodotto ben poco, non porterà nessuno dei vantaggi sperati. Gli addetti ai lavori ammettono che l'ubicazione del C.D.R. nel territorio nolano è stato un errore che, però, non si vuol nella maniera più assoluta correggere. Difficile pertanto la valutazione del danno arrecato ai cittadini, danno difficilmente quantificabile perché oltre che in termini sociali, politico, sanitario, psicologico. Dal nostro punto di vista gli errori sono stati molteplici. Superficiale il V.I.A. della discarica Paenzano 1 in vicinanza delle abitazioni, ancora peggio quello di Paenzano 2, a ridosso di una cava attiva da decenni e che da decenni doveva essere considerata esaurita. Inoltre il V.I.A. nel decreto del Ministero per l'Ambiente del 5 febbraio 1998 riguarda il funzionamento del C.D.R. e prevede ulteriore ampliamento di filtri, ma non in funzione di una perfetta conoscenza di una situazione estremamente compromessa dal punto di vista ambientale anche per la presenza di discariche abusive. Una indagine conoscitiva precedente alla istallazione del C.D.R. venne commissionata con ordinanza n. 144 nei comuni di Tufino, Casamarciano, Comiziano e Visciano. Sono stati solo pubblicati stralci planimetrici dell'impianto. La struttura commissariale afferma che entro breve tempo potrebbe essere costruito uno svincolo autostradale sulla NA-BA a Tufino. Quest'ultima affermazione ci rende molto perplessi perchè l'apertura di nuove strade porta ad un sovvertimento dello stato dei luoghi con eventuale e maggior rischio ambientale. Perplessità infine sorgono per l'ubicazione del luogo dove porre il prodotto del C.D.R. (dove andranno le balle di rifiuti?). La sensibilità di S. E. il Vescovo di Nola che ha promosso questo incontro ci consola facendoci sentire un po' meno soli nel compito di salvaguardia del territorio.

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Da oltre un decennio il circolo di Legambiente "La Cicala" di Nola ha denunziato all'opinione pubblica ogni azione che avrebbe potuto modificare la struttura e il paesaggio delle colline nolane, con impatto ambientale di tipo irreversibile.
Siamo quindi fortemente contrari all'installazione dell'impianto di C.D.R. nel territorio di Tufino.
Allo stato attuale, dopo le ultime "scoperte" effettuate e i sequestri deliberati dalla magistratura per inquinamento da rifiuti tossici nel territorio nolano, sorgono nei cittadini dubbi, perplessità e interrogativi di cui il nostro circolo si fa portavoce:

1) Le varie amministrazioni locali che si sono succedute nel tempo hanno tutelato il territorio con tutti i mezzi legali a loro disposizione? Ogni trattativa non deve prescindere dal diritto-dovere da parte delle amministrazioni di tutela del territorio e della salute pubblica.
2) Perché si va costruendo un impianto di C.D.R. in una zona già "stressata" da due discariche, funzionanti in un recentissimo passato oltre ogni limite di capacità temporale e abitativa, e che ancora non si pensa di bonificare in modo concreto ed efficace con le moderne tecniche di biotecnologia e con la rimozione dei rifiuti stoccati?
3) Esiste un impegno politico per la chiusura delle cave estrattive in tutto il territorio nolano, anche prima dell'entrata in funzione del C.D.R.? Il corretto principio di precauzione vuole che ogni intervento in un'area disastrata dal punto di vista ambientale non possa prescindere dalla eliminazione delle altre cause inquinanti.
4) Quali sono le reali condizioni geologiche, idrogeologiche e abitative di tutto il comprensorio e come sono state fatte le opportune verifiche?
5) Le commissioni di vigilanza e garanzia previste potranno operare in piena autonomia nella fase di costruzione del C.D.R. e nelle successive fasi operative? Inoltre tali commissioni avranno il potere reale di bloccare le attività in corso se sarà necessario? Riteniamo inoltre che le attività di monitoraggio non sempre sono state adeguate alle reali necessità del territorio.
6) Il C.D.R. eventualmente operante lo sarà come previsto, per via prioritaria (meglio sarebbe se esclusiva, come vuole la legge), solo per i comuni che già attuano la raccolta differenziata?
7) Perché a meno di due mesi all'entrata in funzione dell'impianto di C.D.R. non sono stati ancora nemmeno partiti quei pochi e già scarsi interventi di mitigazione ambientale previsti, mentre i lavori all'impianto di C.D.R. continuano a ritmo serrato?
8) Perché chi è fuori emergenza rifiuti da tempo, come tutti i comuni dell'area nolana (i soli in Campania ad attuare da tempo una seria raccolta differenziata?), deve subire le conseguenze di chi non è in regola con la legge?

Il nostro territorio non può, nella maniera più assoluta, accogliere altri impianti che provocano danni irreversibili all'ambiente (C.D.R. incluso).
L'ipotesi di costruzione di un asse viario alternativo, l'uso di ulteriori colate di cemento, oltre a portare inevitabilmente ad un incremento del traffico e ad un ennesimo deterioramento della qualità della vita, stravolgerà completamente il nostro territorio dal punto di vista sociale, geomorfologico, politico, idrico, sanitario, con alterazione dello stato dei luoghi e gravissimi danni dal punto di vista economico.
Il nostro territorio deve essere tutelato da tutti i cittadini perché è di tutti i cittadini. Esso deve rimanere integro, con le notevoli testimonianze archeologiche, architettoniche e artistiche, espressioni della sua storia, immerse, come sono, in un ambiente naturale che, pur perdendo gran parte della sua autenticità, con la perdita progressiva delle coltivazioni tipiche erbacee, arbustive e arboree, non è ancora irreversibilmente e totalmente disgregato, ma rischia di diventarlo.

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Circolo "La Cicala" di Nola

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COMUNICATO STAMPA


Oggetto: Villa Comunale di Nola


Il circolo nolano di Legambiente "La Cicala" ritenendo che la conoscenza è uno strumento fondamentale per la conservazione dei nostri beni culturali e ambientali, ha provveduto alla messa in possa di targhette sugli alberi della Villa Comunale di Nola. Sono così riconoscibili essenze arboree e arbustive nel nome comune, nel nome scientifico e nella classificazione botanico. Sono state considerate quasi tutte le specie e si spera di poter completare questa operazione culturale al più presto. Lo scopo della nostra iniziativa è stato quello di offrire in questo giardino, tanto caro ai nolani, i primi elementi per ulteriori conoscenze e avvicinarsi così alla natura coniugando sensazioni e consapevolezza della autentica ricchezza della diversità biologica. Nell'apporre le targhe abbiamo notato in persone di ogni età curiosità, attenzione e desiderio di sapere di più e consapevolezza di dover custodire questo loro bene. Un particolare ringraziamento va ai giovani della Protezione Civile "Le Aquile" per l'impegno profuso.

Nola lì, 08.11.2002


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