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IL GIGLIO IN PORTOGALLO: UN SOGNO DURATO DIECI GIORNI
LE IMMAGINI - LE
FOTO DI NOLAIMMAGINI - IL DVD
Meridies, grazie al lavoro di promozione e divulgazione del
patrimonio monumentale e culturale dell'area nolana che sta
da anni svolgendo, ha ricevuto l'invito a partecipare con
la Festa dei Gigli alla sezione “Imaginarius”
del festival internazionale “Sete Sóis Sete Luas”.
Meridies ha immediatamente coinvolto il Comune di Nola, a
cui va il nostro ringraziamento per aver creduto fermamente
nel progetto, ed ha curato prevalentemente l'aspetto della
promozione e conoscenza della festa e dell'intera area nolana
in tale contesto. I risultati di tale promozione e divulgazione
dell'area nolana sono stati eccezionali, anche superiori alla
partecipazione ad una borsa turistica internazionale. La distrubuzione
di migliaia di depliant e i numerosissimi contatti avuti dal
punto informativo realizzato in Portogallo, oltre alla presenza
della festa sui principali giornali portoghesi e sulla televisione
di stato, danno il senso della grande valenza promozionale
dell'evento. Oltre ovviamente la Festa dei Gigli, ha ottenuto
grandi consensi il materiale illustrativo dedicato al Villaggio
Preistorico di Nola ed alla Basiliche Paleocristiane di Cimitile.
Per la Festa dei Gigli ed il territorio nolano si è
aperta una porta, gli apprezzamenti e gli inviti pervenuti
da Lisbona e dalla Galizia ne sono un'ulteriore conferma,
ora tocca alla città tutta unirsi, rimboccarsi le maniche
e lavorare con serietà per proseguire nel tracciato
intrapreso, senza personalismi e con molta umiltà.
Vedere portoghesi e gente di tante nazionalità diverse
ballare davanti ad un giglio è stata una emozione grandissima,
sembrava di essere a Nola, e ci siamo tutti sentiti orgogliosi
di essere nolani. Un grande ringraziamento va alla cordialità
ed alla straordinaria disponibilità e gentilezza della
gente portoghese, gente affettuosa che non ci ha fatto pesare
la lontananza da casa per circa dieci giorni. Ragazzi straordinari
che rimarranno per sempre nei nostri cuori. Un ringraziamento
doveroso è per squadra di lavoro che dal 10 al 20 giugno
ha sgobbato sotto il sole (in modo totalmente gratuito, anzi
rimettendoci spesso del proprio), ma che lo ha fatto con la
gioia e la consapevolezza di fare una cosa grande per la propria
città. Basti pensare che il gruppo di lavoro, composto
da Vittorio Avella, Nicola Vecchione, Salvatore Tudisco, Arturo
Cutolo, Felice Vecchione, Alessandro Forino, Paolino Dario,
Romolo Maddaloni, Antonio Napolitano, Fabio Relino e Angelo
Amato de Serpis (e negli ultimi giorni anche da Pio Natalizio,
Ilaria Sebastiani e Gennaro Canfora) hanno lavorato duro per
dieci giorni facendo di tutto, dalle 8 di mattina alle 8 di
sera, riuscendo a vedere del Portogallo solo S. Maria da Feira
e Sao Joa de Madeira dove era allocato l'albergo. Un ultimo
ringraziamento va ai ragazzi che hanno formato la paranza,
hanno superato le difficoltà di un viaggio lungo e
la fatica sotto il giglio per amore di Nola. Grazie a tutti
voi.
Angelo Amato de Serpis
La partecipazione del Giglio è avvenuta all’interno
della sezione “Imaginarius” del festival internazionale
“Sete Sóis Sete Luas” nato nel 1993 come
progetto promosso da una rete culturale di circa 30 piccoli
comuni, appartenenti a cinque Paesi diversi: Portogallo, Italia,
Grecia, Spagna, Capo Verde. Il Festival, giunto alla sua tredicesima
edizione, valorizza principalmente il settore del folklore
e della musica popolare, etnica e tradizionale, ma anche quello
del teatro e delle arti plastiche, riuscendo a coinvolgere
nelle sue attività grandi figure della cultura europea.
Il Festival ha già vinto due volte il Premio Caledoscopio
della Commissione Europea, per la dimensione europea e l’alta
qualità culturale del progetto e tre volte (1999, 2003,
2004) il Programma Cultura2000. I presidenti onorari del Festival
sono i premi nobel Dario Fo e Josè Saramago. Dai nomi
dei due personaggi (“Sette Soli e Sette Lune”
) del romanzo più famoso dello scrittore portoghese
(“Memoriale del Convento”) è stato tratto
il nome del Festival. All’edizione 2005 di Santa Maria
da Feira hanno partecipato, nella sola giornata del 18 giugno,
oltre 30mila persone.
La
trasferta portoghese è iniziata lunedì sei giugno,
quando un tir proveniente dalla terra lusitana è giunto
a Nola per caricare l’obelisco che da lì a poco
sarebbe stato il protagonista di una incredibile avventura.
Duemilacinquecento chilometri per portare lo strumento attraverso
il quale si esplica la fede e la tradizione nolana verso un
viaggio solitario sino alle sponde dell’Oceano Atlantico,
dove l’immensità delle gelide acque saranno di
lì a poco riscaldate dal cuore nolano.
Una
volta giunto a destinazione, il giglio ha trovato decine e
decine di mani affettuose che lo hanno ricoperto di attenzioni
e che, sotto la guida degli artigiani nolani (Vittorio Avella,
Salvatore Tudisco e Nicola Vecchione), gli hanno ridonato
l’antico splendore. Il rivestimento risalente al 1974
è stato, infatti, restaurato da ragazzi e ragazze portoghesi
che, all’interno di un corso di formazione, hanno imparato
l’arte della cartapesta, realizzando uno dei più
bei gigli degli ultimi anni. Nei circa dieci giorni di lavorazione,
l’entusiasmo, l’abnegazione e la coesione tra
i giovani portoghesi del corso e i maestri artigiani nolani
è cresciuta sempre più riuscendo a creare un
affiatato gruppo di lavoro che, oltre a lavorare alacremente,
ha aiutato gli “straneri” nolani a sentirsi meno
soli, ricevendo un affetto e una cordialità senza pari.
Una volta terminata la fase di restauro, la squadra si è
spostata presso un altro sito dove ha avuto inizio la costruzione
del giglio, con l’alzata della borda, rito a cui hanno
preso parte anche dei giovani portoghesi. Qui, la sapienza
di Arturo Cutolo, la forza di Felice Vecchione e l’abilità
di Alessandro Forino hanno permesso di tirare su la macchina
da festa creando uno spettacolo nello spettacolo. Molti i
passanti increduli nel vedere gli artigiani nolani sospesi
a circa venti metri di altezza in uno speciale pomeriggio
portoghese.
Mentre
il giglio cresceva di giorno in giorno, anche la curiosità
dei portoghesi aumentava. Per soddisfare la mole di informazioni
che venivano quotidianamente richieste, è stato allestito
uno stand informativo nella piazza principale di Santa Maria
da Feira. Lì, volontari delle associazioni culturali
“Meridies” Angelo Amato de Serpis, Pio Natalizio
e Sebastiani Ilaria, e “Contea Nolana” Antonio
Napolitano e Gennaro Carfora, di concerto con l’assessorato
ai Beni Culturali di Nola, hanno messo a disposizione migliaia
di brochure realizzate in collaborazione con la Pro Loco di
Nola, il comune di Cimitile, la curia vescovile di Nola e
la soprintendenza ai Beni archeologici di Napoli. Il materiale
distribuito ha permesso alle migliaia di turisti, non solo
portoghesi, di conoscere le bellezze storiche, architettoniche
e archeologiche dell’intera area nolana, che hanno riscosso
un grande interesse.
La
festa dei Gigli è stata presentata durante la cerimonia
apertura del Festival, come una delle maggiori feste religiose
d’Europa. Nell’occasione, alla presenza di Oliviero
Toscani, la cui performance fotografica ha inaugurato la kermesse,
il comune di Nola e la Regione Campania nelle persone di Arturo
Cutolo e Romolo Maddaloni, hanno donato al comune di Santa
Maria da Feira, un modellino in scala di un giglio.
Seppur
distanti migliaia di chilometri, non si è voluto rinunciare
a richiedere l’intercessione e la benedizione di San
Paolino sul Giglio e su tutti i nolani presenti in Portogallo.
Nel pomeriggio di sabato 18 giugno, il parroco della chiesa
madre di Santa Maria da Feira ha benedetto l’obelisco
e i presenti, durante una solenne cerimonia a cui hanno preso
parte il sindaco di Nola, Felice Napolitano e il sindaco di
Santa Maria da Feira, Alfredo de Oliveira Henriques, insieme
agli assessori ai Beni culturali delle rispettive città
Agnese Romano e Amadeu Albergaria. Dopo una breve preghiera,
il corteo si è spostato presso la Chiesa madre di Santa
Maria dove è stata posta una targa bronzea donata dall’amministrazione
municipale di Nola, raffigurante la Festa dei Gigli di San
Paolino, a eterna memoria dell’amicizia tra le due città
nello spirito paoliniano.
La parata internazionale, che ha visto partecipare tra gli
altri, i portoghesi dellla confraria da fogaça, gli
spagnoli tambores de caland, i falcons de vilafranca e i trabucaires
(Spagna), la band irlandese dl san patrick’s festival
e il gruppo portoghese dei bombos amigos de caíde rei,
è stata conclusa dal Giglio di Nola che ha poi proseguito
da solo la festa, trascinando migliaia di persone in danze
sfrenate sino alle tre del mattino. L’obelisco italiano
ha svolto il ruolo di prima donna, scalzando qualsiasi altro
spettacolo, non ultimo quello del noto gruppo catalano di
teatro d’avanguardia, “la fura dels baús”
(immagini altre feste). Decine di migliaia di persone hanno
affollato la cittadina portoghese, guardando prima con curiosità,
poi con stupore ed infine compartecipando pienamente a quella
che è stata una vera e propria “Festa dei Gigli”
in “salsa” portoghese. Grande meraviglia si è
avuta alla prima alzata. Gli spettatori non credevano ai loro
occhi e quando il Giglio ha iniziato a camminare, accompagnato
dalle note della band mista “Cesarano-Forino”
e dalle voci del trio “Minieri-Parisi-Simonetti”,
si è lasciato coinvolgere abbandonandosi in un ondeggiare
di mani alzate e in un inatteso entusiasmo. Il pubblico composto
da persone di diverse nazionalità ha incitato la paranza
a continuare, e quando i ragazzi di Nola hanno detto basta,
la festa è proseguita a suon di musica sino alle tre
del mattino. Nella piazza principale del paese, si e’
radunata una grande folla che ha visto ballare insieme, sulle
note della Festa dei Gigli, italiani, spagnoli, irlandesi,
francesi e, naturalmente, portoghesi sino a mattina inoltrata.
Quando
tutto sembrava finito, abbiamo capito che nei cuori della
gente era iniziato qualcosa. Un nuovo sentimento, la consapevolezza
che a Nola esiste qualcosa di speciale. E come quando finisce
una magia, alcuni hanno sentito il bisogno di avere con se
qualcosa di tangibile da portare a casa, affinché il
mattino seguente potessero convincersi che quello che hanno
vissuto non fosse stato solo un sogno, ma qualcosa di concreto
che a Nola si ripete ogni anno.
Il
sogno si è realizzato grazie alle amministrazioni comunali
di Nola e Santa Maria da Feira, ai responsabili del Festival
“Sete sois sete luas”, allo staff di lavoro e
organizzativo curato da Fabio Relino, all’incredibile
forza e devozione dei ragazzi della paranza che con sacrificio
hanno portato con onore il nome di Nola nel cuore di decine
di migliaia di persone e infine un ringraziamento particolare
va a tutte le persone portoghesi che ci hanno supportato e
sopportato in questi lunghi e meravigliosi dieci giorni.
“OBRIGADO”
Fabio Relino - Angelo Amato de Serpis
COMUNICATO
STAMPA
LA
CANZONE "SANTA MARIA DA FEIRA" di T. Simonetti
LA
CANZONE "SANTA MARIA DA FEIRA" di S. Minieri
Santa
Maria da Feira
(P. Viviani/F. Caccavale)
Comm'è blù stu cielo
quanno 'o vide co volo 'e n'aereo
penzo 'a te...'e me passa 'a paura
anzi s'è miso 'int'o core
'na voglia 'e canta'.
Santa Maria da Feira
porto 'o giglio 'e sta terra italiana
si addu'te tutt'a' gente d'Europa
se vonno abbraccia'
pure io 'nce voglio sta'.
Comme ' a tte è bella
terra, mare 'e 'o sole cucente
'e nce so'...nate Sante 'e poeti
ciardine 'e 'stu cuntinente
l'Italia chest'è.
Santa Maria da Feira
porto 'o giglio 'e sta terra Italiana
si addu'te tutt'a' gente d'Europa
se vonno abbraccia'
pure io 'nce voglio sta'.
E' pe nuie 'na fede
accumencia ca storia do tiempo
'e si tu...vien 'a Nola pe n'anno
otto ne vide po Santo
ca forza nce da'.
Santa Maria da Feira
so' 'e ggiglie' 'e sta terra Nulana
nun me' di' ca se prova la sotto
n'o' saccio spega'
pecchè ponno vulà. |
Santa
Maria da Feira
(P. Viviani/F. Caccavale)
Como è azul este céu
quando o vejo do alto do avião
penso em ti...e passa-me o medo
aliás entra-me no coração
Uma vontade de cantar.
Santa Maria da Feira
levo o "Lírio" desta terra italiana
se ai toda a gente da Europa
se quer abraçar
também eu quero ai estar.
Como tuè è linda
terras, mar e sol ardente
onde nasceram Santos e poetas
jardim deste continente
a Itália assim è.
Santa Maria da Feira
levo o "Lírio" desta terra italiana
se ai toda a gente da Europa
se quer abraçar
também eu quero ai estar.
E' para nós uma fé
que começa com a história do tempo
e se tu...vens a Nola por um ano
oito vês para o Santo
que a força nos dá.
Santa Maria da Feira
são os "Lírios" desta terra de
Nola
não perguntes como è estar lá debaixo
não sei explicar
porquê conseguem voar. |
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