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RAFFAELE FERRANTE


"Il presepio si fa solo per devozione…; dentro ci sta la nostra vita."

Presepianti, o meglio amanti del presepio, si nasce o si diventa?
Come e quando nasce quella passione che, insinuandosi nel personale bagaglio emozionale, finisce col prendere anima e corpo?
Il caso di Raffaele Ferrante, quarantatreenne autodidatta di Visciano (NA), può fornire qualche significativa risposta al riguardo.
Il presepe, per lui, è un amore fanciullo, alimentato dalle casalinghe e rituali partecipazioni al presepe di famiglia e dalle mirabolanti sorprese del presepe della Collegiata di Visciano, dove il mastro d’ascia e sagrestano Zi’ Carminiello disvelava, ad ogni Natale, scene presepiali, ridando nuova vita ai settecenteschi pastori della Chiesa Parrocchiale.
Presepianti dunque non si può nascere.
Senza l’ingenuo soffio della tradizione e della religiosità popolare, che ossigenano la mente, fortificano il cuore e rendono abile la mano, la voglia creativa non può nascere.
E l’amore ingenuo per il presepe non potrà mai trasformarsi in passione creativa.
Raffaele Ferrante per anni ha tentato di entrare in costruttiva confidenza con cartoni, colla e pastori, per diventare, nel senso più crudo e pregnante, amante del presepe.
Per anni, in prossimità del Natale, gli sono forse friccicate le mani.Ci è riuscito, finalmente, quando, ormai maturo negli anni e nelle esperienze, ha potuto e saputo dar forma all’amore fanciullo per il presepe, attraverso materiali poveri e tradizionali.
A cominciare dal sughero, che, col suo notturno ed infero colore, connota la struttura dei suoi presepi e conferisce ad essi la primitiva sacralità violata dal tempo.
Quando il sughero e gli altri materiali poveri, lievemente sorretti da snelle architetture lignee, sono stati da lui vivificati e messi al servizio di quel lontano moto dell’animo, è nata la sua vera passione per il presepio…
Così quelle visioni presepiali, familiari e sacrali, che l’anima fanciulla aveva coltivato e serbato nelle pieghe dei sentimenti, sono diventate ruderi di antichi templi piegati dall’annuncio del Bambino Che Nasce, maestose chiese romaniche e rinascimentali esaltanti l’Antico Rito, case coloniche e cortili paesani dove si alimenta la Bella Tradizione.
Le decine di presepi realizzati da Raffaele Ferrante, presenti nel suo piccolo laboratorio e conservati in collezioni private, non sono, dunque, che schegge di vita, ricostruite, minuziosamente, con l’infallibile bulino di quei buoni sentimenti produttori di sofferte, ma consapevoli e rilassanti passioni.

Domenico Montanaro

info: www.presepidinapoli.it

Natività ambientata in un rudere di chiesa
Presepe
Natività ambientata al mercato
Natività al borgo
Presepe completo