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ERNESTO SANTANIELLO

La storia artistica di Ernesto SANTANIELLO è storia recente, storia di un giovane e, in quanto tale, è racconto di esperienze più ancora da scrivere che da raccontare. Nondimeno, per uno di quei fenomeni strani che ci capita di tanto in tanto di poter sperimentare, la sua vicenda artistica, umana prima che culturale, sembra, all'osservatore collaudato che trovi ad imbattersi nelle sue opere, una sorta di miracolo, come se un fiume sotterraneo che abbiamo qualche tempo addietro visto inghiottire nelle gravine del tempo ritornasse ad emergere con forza e irruenza dalle viscere della memoria.
Questi esordi lasciano, indubbiamente, l'impressione di una straordinaria efficacia figurativa e si prestano ad una valutazione, certo provvisoria, ma non affatto effimera o precaria in termini di predittività di valori. L'impatto iniziale suscita emozioni vere e ti viene subito alla mente il parallelo. Il fiume sotterraneo delle emozioni ti parla di esperienze estetiche già vissute, ma non per questo stantie : ci vedi l'influsso, anche se non programmaticamente sostenuto, di Sciltian o di Annigoni, una sorta di rivendicazione istintiva dei diritti di libertà espressiva. Le prove si sostengono su un tessuto di emozioni forti che si estrinsecano in accenti cromatici densi, ma nello stesso tempo lievi, frutto di una forza generatrice di sentimenti che l'artista trasfigura in immagini dove l'accostamento alla realtà non è mai pedissequo o pedante, ma mediato dalle vibrazioni della psiche.
Ernesto Santaniello rinnega o rifiuta in qualche modo la lunga e ormai stanca, se non snervata, tradizione dell'astrattismo per volgere lo sguardo ad una nuova stagione dell'arte che si riscatti da una innegabile tendenza all'appiattimento , quasi a voler esprimere un atteggiamento di fiero rifiuto rispetto a facili compromessi con il nuovo programmaticamente conclamato, il nuovo a tutti i costi. Ne deriva una cifra alta del risultato artistico, che bilancia la grande perizia tecnica con un taglio vivo delle atmosfere, nelle quali l'uomo, la figura umana è, spesso, assente, ma è costantemente evocata da un soffio di vento, da un battito d'ali, da uno spirito di vita che aleggia nel contesto e lo anima. E' pittura che predica l'attesa , pittura di chi nel guado creativo si attesta fra reale e ideale e intende, attraverso l'arte, preservare il mondo dalla contaminazione presente o futura.
Aspettiamo Ernesto a prove sicuramente eccelse.

Antonio Franzese
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Dal campanile
Madonna
Puttino
Statua
Vecchia