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EDUARDO
AMATO
La validità formale
di Eduardo Amato
Eduardo
Amato ebbe i primi approcci con la Pittura quando si iscrisse
all'istituto d'arte partenopeo indottovi dal genitore che,
finissimo collezionista di quadri ed intenditore di figurativa
tradizionale nonché mecenate di più di un artista
napoletano, aveva ravvisato in lui un'innata predisposizione
al disegno ed al pastello. Fin dai primordi della sua adolescenza.
Ebbe quali docenti Striccoli e Verdecchia. Ma, spinto dal
desiderio di applicarsi sul serio e non a livello di solo
apprendimento accademico (che spesso non dà la possibilità
al discente di esprimere il meglio di sé stesso per
l'ortodossia dei canoni di insegnamento subordinati alle tendenze
di forma e di espressione del maestro che impone all'"apprendista"
il proprio modo di veder soggetti ed immagini) decise di frequentare
gli studi di affermati pittori privi di "allori didattici"
e di
cattedre. Fu quindi
a bottega con Canino
e successivamente con Roberto Carignani. Una figura amica
ed un grande "teacher", quest'ultimo, che Amato
ricorda ognora con affetto e gratitudine. Carignani, difatti,
da uomo generoso qual era, intuendo ciò che nell'animo
del giovane artista si celava, entusiasticamente lo incoraggiò
iniziandolo, in pratica, all'arte del dipingere intesa nel
senso di esprimere istintivamente sulla tela - al di là
delle fredde nozioni di anatomia e di asettici schemi - le
creazioni e gli spunti estrosi della fantasia e dell'immaginazione
che sono poi gli elementi peculiari e fondamentali della dinamica
spontanea dell'inconscio ed il ritmo vitale dei nostri stimoli
endosmosici.
Sentendosi or dunque compreso e facendo tesoro della valida
guida del Carignani, ecco Eduardo Amato dar vita alle prime
opere ispirate all'Impressionismo. E sono figure e paesaggi.
In seguito le presenta con ansia ai primi esami con il pubblico.
Il professor Carignani non si era sbagliato ed i consensi
della critica e degli appassionati d'arte laureano a pieni
voti i suoi lavori. Si rivela ben presto un pittore di razza
descrivendo con sobrie linee formali scene che l'impulso infrenabile
del suo poliedrico spirito traduce in innumerevoli annotazioni
ed intelligenti esperienze che lasciano l'impronta di una
eco narrativa continuamente alla ricerca di un colloqui con
il fruitore che gli consenta di esprimersi secondo la sua
dimensione e la sua tematica e che al tempo stesso ne comprenda
la impostazione e la tecnica forte ed esuberante. Appare così
chiaro che tutto il suo racconto pittorico è ancora
più visivo perché propone il gusto e la gioia
intensa del colore, caratteristiche proprie dei "moduli"
degli impressionisti, e l'attitudine al godimento dello "spettacolo
cromatico" senza patemi di sorta e senza stucchevoli
abbandoni, ma con una vena quasi impercettibile di sottile
affinamento dei mezzi "alchimistici" delle "tinte"
per cui la luce guizza a tratti esaltando il valore moderno
e di conseguenza non lirico della sua operazione artistica
che è contemporanea pur non prescindendo da una connotazione
tradizionale che, anche se non più rispondente ai significati
evolutivi nell'ambito delle strutture reali e sociali (individuo
e società) d'oggi, a volte nei modi, ma non nella sostanza,
è contestualmente contraddittoria.
Ora Eduardo Amato è ad una svolta forse decisiva per
la sua attività professionale immediata e futura. Ed
è una evoluzione naturale, la sua, che si manifesta,
del resto, in tutti gli artisti validi. I quali sono ovviamente
sempre alla ricerca di una resa migliore di intenzioni, energie,
effetti e di una maggiore aderenza compositiva di volumi e
di rapporti. E sono allora "costruzioni" totalmente
nuove, corali, di ampia dimensione oppure allegorie dantesche,
di massa, di movimento. Ed ancora studi d'epoca e scene assembleari
di estemporanea attualità dove prevale, genialmente
stemperato, un color rosso porpora cardinalizio che è
da vedersi. Senza tuttavia per questo tralasciare volti e
figure, visioni paesistiche o nature morte non oleografiche
ma fluide e moderne. E così pastelli e miniature deliziose
quanto estremamente estetiche che dicono come nell'Arte si
possa mutare senza per tanto tradire o abiurare ciò
che di meglio in noi sopravvive del passato. Prossimo o remoto
che sia.
Vittorio Como
Eduardo Amato: Via S. Francesco I trav.dx,13 - 80035 Nola
(Na) - tel. 0818236509 - 3383504221
eduardoamato@tim.it
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