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LA CARTAPESTA NOLANA

Un'antica “raccolta differenziata” ed un sano riutilizzo di materia prima sono, da diversi secoli, puntualmente praticati a Nola e sono strettamente legati alla tradizione della Festa dei Gigli, ma non solo. I maestosi obelischi di legno (molto spesso anche questo materiale viene riutilizzato più volte) sono infatti ricoperti da figure allegoriche, angeli, strutture architettoniche, santi (ovviamente Paolino e Felice su tutti) realizzati con abilità proverbiale dai maestri cartapestai delle botteghe nolane di Tudisco, Vecchione, Scotti e NAL. L'antica tradizione della cartapesta, infatti, prevede il recupero della carta (in particolare quella di giornale), che viene lavorata con un procedimento particolare per poi diventare vere opere d'arte che colorano e danno vita alle spoglie strutture di legno del giglio. Già nel corso del XVIII secolo le più antiche botteghe nolane, Vecchione prima e Tudisco subito dopo, impegnavano i loro maestri-artisti nella realizzazione di vere e proprie opere d’arte che andavano a decorare luoghi come il Teatro San Carlo di Napoli o le numerose chiese del territorio, spazi aperti come le macchine da festa realizzati per la famiglia reale dei Borbone di Napoli (oltre ovviamente ai gigli di Nola) e decori vari, oppure come avveniva, e avviene tuttora, per la realizzazione dei carri della Festa di Piedigrotta a Napoli o delle più importanti feste di carnevale italiane, oltre alle numerose scenografie teatrali e cinematografiche. In particolare durante gli ultimi mesi che precedono giugno, le botteghe degli artigiani nolani fervono di attività, ragazzi che lavorano alla realizzazione dei "rivestimenti" seguendo le antiche procedure, sotto l'attento e vigile occhio dei maestri più esperti. Da un mucchio di giornali raccolti, con il passare delle ore e dei giorni prende forma una figura, poi pian piano una testina, poi ancora il busto fino a diventare una variopinta scena (spesso di gusto e derivazione barocco-settecentesca), che prenderà posto in una delle parti che formeranno il rivestimento complessivo del giglio. E' bello vedere all'opera l'attività febbrile delle botteghe in questi giorni e pensare che questi uomini, da più di due secoli, fanno le stesse azioni, gli stessi movimenti e, spesso con le stesse identici termini, tramandati nel corso degli anni, di generazione in generazione, trasferendo così saperi, abilità manuali ed esperienze che si sono conservate fino ad oggi e che si spera possano ancora per molto raccontare la tradizione e la storia legata a questa antica e nobile arte. La lavorazione della cartapesta, spesso definita erroneamente arte effimera, ha le sua fondamenta in alcuni elementi essenziali: innanzitutto le mani che lavorano con abilità la cartapesta e non possono essere sostituite da nessun attrezzo meccanico; il fuoco che è l’elemento base utilizzato per la preparazione di tutto ciò che serve alla realizzazione delle forme; l’acqua e la carta che sono le componenti essenziali per la composizione della pasta, a base di cellulosa e colla naturale, che diventerà poi cartapesta. L’attività di tali artigiani, esclusiva di Nola e di poche altre località in Italia, si concentra non solo nella lavorazione legata alla Festa dei Gigli e per altre manifestazioni folcloristiche analoghe, ma anche in quella più prettamente artistica, spesso al servizio di luoghi di culto, come può ben testimoniare la Cattedrale di Nola che conserva alcune dei più pregevoli esempi artistici di tal genere come l’Assunta, realizzata all’inizio del XX secolo, su disegno di Salvatore Cepparulo, oppure i puttini reggicandela o la decorazione del soffitto. Anche nell’arredamento civile ed urbano la cartapesta sta riprendendosi il suo spazio e non è raro vedere, specie a Nola, ma anche a Napoli o Firenze, arredi realizzati in tale materia in case o attività commerciali. Proprio per la salvaguardia di tale patrimonio di saperi e di tradizioni sta nascendo in Piazza d’Armi a Nola il primo Museo della Cartapesta e della Festa dei Gigli, un “museo vivo” questo che punta ad essere un luogo di conservazione, formazione e produzione dell’antica arte della cartapesta.   

Angelo Amato de Serpis

approfondimento: www.abavecchione.it