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COMUNICATI STAMPA E NEWS

COMUNICATI STAMPA

La Festa dei Gigli approda in Slovenia (21.08.2008)

Rilevante appuntamento culturale per la Festa dei Gigli di Nola che, il prossimo 28 agosto, sarà presente all'importante incontro internazionale organizzato dall'Easa (European Association of Social Anthropologists), l'associazione europea degli antropologi sociali, che si terrà a Lubiana in Slovenia dal 26 al 30 agosto ed avrà per titolo "Experiencing Diversity and Mutuality". Tale opportunità è stata offerta dall'antropologa siciliana Katia Ballacchino che, nella sessione dal titolo "Body and soul: on corporeality in contemporary religiosity" presenta una conferenza sui Gigli di Nola dal titolo "The body in "Giglio Feast" in Nola and in Williamsburg". L'oggetto della conferenza dell'antropologa siciliana, che da tre anni sta effettuando un certosino e preciso lavoro sulla festa di Nola, punta a mettere in rilievo l'importanza del "corpo" nella festa dei gigli, confrontandola anche con la festa, derivata da quella di Nola, che si tiene nel quartiere di Williamsburg a New York. "La mia relazione cercherà di mettere in risalto - ha sottolineato l'antropologa Katia Ballacchino -, attraverso una lettura generale della festa, sia di Nola che di New York, la sua rilevante dimensione corporea. Una dimensione che si evidenzia sia nello svolgimento della festa stessa, sia attraverso l'uso del corpo come espressione della religiosità da un lato ed, allo stesso tempo, come strumento della festa stessa. Basta pensare all’uso del corpo nel danzare davanti ad un giglio, oppure nel sopportare lo sforzo del trasporto della mastodontica struttura, fino ad arrivare a vere e proprio deformazioni corporali come il cosiddetto “pataniello”, il “Callo di San Paolino”, che si forma sulle spalle dei collatori più abituali. Credo sia molto importante parlare della Festa dei Gigli, all'estero come in Italia, in contesti scientifici di grande rilevanza come questo di Lubiana". Gli appuntamenti internazionali di carattere scientifico per la festa dei gigli proseguiranno nei prossimi mesi con un incontro a Nola, in fase di preparazione per fine settembre, organizzato con la consulenza scientifica degli antropologi Luigi Maria Lombardi Satriani e Katia Ballacchino, mentre a novembre Katia Ballacchino parlerà della Festa dei Gigli negli Usa per la 41’ Conferenza Annuale dell’American Italian Historical Association. Infine, per il prossimo aprile, è prevista un’altra conferenza di Katia Ballacchino sulla Festa dei Gigli nell’incontro internazionale organizzato a Genova e dedicato alle Watts Towers di Simon Rodia a Los Angeles, diretta discendenza dei gigli di Nola.  

 L'area nolana sbarca nuovamente in Germania (04/08/2008)

Per il secondo anno consecutivo l'area nolana approda in Germania attraverso la guida turistisca "Italien - eine Reise durch die Sinne" della Guidaexpress. La guida, che mette in risalto le più rilevanti bellezze turistiche d'Italia e rivolta al pubblico tedesco (essendo realizzata per i tour operator germanici visto che è scritta totalmente in tedesco), per il secondo anno consecutivo ha riservato uno spazio per l'U.T.I.A.N. (Ufficio Turistico Intercomunale Area Nolana) di Meridies e per l'area nolana, con le immagini della Festa dei Gigli e delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, ma anche con la presenza di altre località come Avella, Lauro e Palma Campania. "E' un'ennesima attestazione dell'interesse del turismo anche straniero per l'area nolana - ha ribadito Angelo Amato de Serpis, Presidente di Meridies - e una piccola soddisfazione per i grandi sacrifici ed i grandi sforzi che stiamo portando avanti ormai da anni. Inglesi, tedeschi e francesi sono proprio i turisti che maggiormente fanno registrare presenze al Villaggio Preistorico di Nola ed alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. Il Villaggio Preistorico di Nola, la Festa dei Gigli, i musei e le aree archeologiche del territorio, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e le altre rilevanti presenze culturali del territorio, dovrebbero far aprire gli occhi, specialmente alle istituzioni, che la valorizzazione di tale patrimonio è un “treno” che l'area nolana non si può più permettere di perdere. Qualcosa di nuovo all'orizzonte si vede ma, ormai siamo abituati, fino a quando non tocchiamo con mano è meglio non crederci".






UN NUOVO LIBRO SU BRUNO E...UN NUOVO AUTOGRAFO (15/07/2008)

E' nelle migliori librerie il nuovo lavoro dello studioso bruniano Guido del Giudice dal titolo "La disputa di Cambrai - Camoeracensis Acrotismus". Un appuntamento da non perdere questo per gli appassionati di Giordano Bruno perchè, oltre a poter leggere questa importante opera bruniana in italiano, essendo scritta in latino, hanno la possibilità di avvicinarsi ad un testo fondamentale per la comprensione del pensiero bruniano, forse non valorizzato come meriterebbe fino ad oggi. Eccezionale è inoltre la scoperta, da parte di Guido del Giudice, di un autografo di Giordano Bruno, sulla copia di tale opera conservata presso la Biblioteca Nazionale di Praga e sfuggita, fino ad oggi, agli occhi degli studiosi.

 Il Camoeracensis Acrotismus di Giordano Bruno tradotto in italiano a cura di Guido del Giudice.

 di Franco Manganelli

Dopo la traduzione delle Due orazioni (Oratio Valedictoria e Oratio Consolatoria) di Giordano Bruno, Guido del Giudice – medico e filosofo napoletano creatore, tra l’altro, del sito internet www.giordanobruno.info – presenta anche la prima traduzione integrale del Camoeracensis Acrotismus seu rationes articulorum physicorum adversus Peripateticos con il quale il Nolano riprende il lavoro da lui svolto sia nella Figuratio Aristotelici Physici auditu che nei commentari ai primi cinque libri della Fisica, al De generatione et corruptione  e al quarto libro dei Meteorologica.

Oltre al grosso merito di aver reso accessibile, anche a tutti coloro che non conoscono il latino, l’opera – incomprensibilmente sottovalutata dalla critica – nella quale Bruno ripropone le tesi – rivedute ed ampliate – discusse a Parigi nel corso di una tumultuosa disputa accademica presso il Collège de Cambrai, Guido del Giudice offre al lettore un saggio introduttivo molto puntuale su detta disputa.

Nel saggio sono inserite diverse considerazioni dell’Autore suffragate dall’osservazione attenta dei fatti nonché dei personaggi che, in un modo o nell’altro, furono protagonisti di quello che del Giudice chiama il «film di questo scontro gladiatorio nella bolgia dell’aula regia del Collège de Cambrai». A tal proposito, col titolo dato al libro – La disputa di Cambrai –, del Giudice ha inteso sottolineare «l’importanza che Bruno attribuiva all’evento che segnò la sua discesa in campo, nella lingua ufficiale dei dotti, contro i Peripatetici».

D’altronde, sono state appunto la dote di osservatore attento e la passione con cui egli procede nelle sue ricerche nel mondo bruniano a consentire a Guido del Giudice di rinvenire un altro autografo del Filosofo nolano che va ad aggiungersi ai rari conosciuti finora. Egli, infatti, esaminando minuziosamente l’esemplare dell’Acrotismus conservato presso la Biblioteca Nazionale di Praga (quello che riporta, sul frontespizio, la dedica di Bruno a Tycho Brahe, e, sull’ultima pagina, il feroce gioco di parole del dedicatario: «Nullano nullo e nulla. Spesso i nomi ben si adattano a chi li porta»), ha intravisto sul retto della prima pagina, deteriorata e consunta dal tempo, uno scritto in gran parte illeggibile che inizia con la parola «Jordanus». Ebbene, quando del Giudice ha sottoposto la pagina ad un’analisi computerizzata ed ha fatto il confronto con altri autografi bruniani, ha potuto constatare una serie di concordanze calligrafiche, tali di indurlo a «ritenere che possa trattarsi di una firma di mano del Nolano, che completerebbe la dedica apposta sul frontespizio». (La firma computerizzata è riportata nella fig. 3 del libro curato da del Giudice).

Un ritrovamento, questo, che merita indubbiamente un plauso.

Franco Manganelli

info: www.giordanobruno.info



SCOPERTA UNA NUOVA CAPANNA PREISTORICA A NOLA (04/07/2008)

L'hanno abbandonata almeno 50 anni prima dell'eruzione delle pomici di Avellino, probabilmente per insediarsi proprio nel villaggio di Croce di Papa, distrutto dalla lava del Vesuvio: a Piazza d'Armi riaffiorano le impronte di una nuova capanna della Preistoria. L'hanno trovata gli archeologi della soprintendenza nel corso dei sondaggi preliminari alla realizzazione del museo della cartapesta. Un'altra importante scoperta dopo quella, avvenuta esattamente lo scorso anno ed a soli pochi metri di distanza, della fortezza del 1600, risalente al viceregno spagnolo. Dopo le testimonianze raccolte nell'area che sorge alle spalle della caserma dei vigili del fuoco e soprattutto dopo l'importante ritrovamento di via Polveriera, l'età del Bronzo antico offre dunque ancora tracce, utili a far comprendere l'evoluzione di una cultura denominata «facies nolana». I buchi lasciati dai pali di legno che delimitavano la capanna sono stati trovati a 6 metri di profondità dopo che nel corso dei carotaggi erano emersi i resti di un camino che aveva fatto fiutare agli studiosi la presenza di segni ben più importanti. I lavori degli archeologi sono ancora in corso e adesso si tratterà di decidere se allargare il campo di indagine. La disposizione dei fori lascia infatti intendere che l'area della capanna si estenda oltre la zona ispezionata. «Quanto è emerso - spiega l'esperto Nicola Castaldo che, con la supervisione degli archeologi Claude Arbore Livadie e Giuseppe Vecchio, ha seguito lo scavo - conferma la grande potenzialità culturale della città». E mentre piazza D'armi, con la caserma borbonica, la necropoli, la fortezza e, ora, la capanna, si svela come un prezioso scrigno che conserva importanti testimonianze storiche, rallenta invece il progetto che dovrebbe portare alla realizzazione del museo della cartapesta, già modificato ben 2 volte a causa di esigenze di tutela del patrimonio culturale presente. Resta infatti da studiare come conciliare l'esigenza di conservazione di una scoperta dall'alto valore scientifico e la necessità di dare corso ad un'opera, quella del museo della cartapesta, che pure è indicata come il monumento del terzo millennio, oltre che come occasione di sviluppo.
di Carmen Fusco, da Il Mattino del 04.07.2008


BILANCIO POSITIVO PER IL VILLAGGIO PREISTORICO DI NOLA  (23/06/2008)

Con la giornata di domenica scorsa (22.06.2008) è terminato fino al prossimo settembre l’esperimento dell’apertura domenicale del Villaggio Preistorico di Nola che, grazie agli sforzi dell’Associazione Meridies è proseguita, senza interruzioni, dallo scorso settembre. Un’iniziativa questa che ha dato la possibilità a centinaia di turisti, appassionati e curiosi da tutta Italia e dall’estero, di scoprire uno dei siti archeologici più affascinanti ed importanti della Campania.
L’attività svolta dall’Associazione Meridies non si è fermata solo all’apertura dell’area archeologica nolana la domenica, infatti, in questi mesi, si è avuto la possibilità di visitare la “Pompei della preistoria” anche durante la settimana su prenotazione. Inoltre l’attività di Meridies si è esplicata nella cura dell’area attraverso continui interventi di pulizia, diserbo e manutenzione, nella realizzazione (ancora in corso) di un piccolo parco della preistoria, nella creazione di attività didattico-culturali, in particolare per i più piccoli, per avvicinare i visitatori alla vita quotidiana di quattromila anni fa, come infine la realizzazione di una pennellatura turistico-informativa per agevolare la visita del sito.
“Siamo molto contenti dei risultati ottenuti in questo 2007-2008 – ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, presidente di Meridies -, perché, nonostante le innumerevoli difficoltà e sacrifici, siamo riusciti ad avvicinare alla preistoria ed a far conoscere il villaggio di Nola a circa dodicimila visitatori. Inoltre, sostenere un’impegnativa apertura domenicale senza interruzioni per oltre dieci mesi, non è stata certo cosa da poco. Nei mesi di marzo, aprile e maggio, infine, praticamente il villaggio è stato aperto tutti i giorni. Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologica di Napoli ed al sacrificio e la determinazione dei ragazzi di Meridies che sono riusciti a superare ostacoli e difficoltà, spesso, davvero insormontabili, specie di carattere economico. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno visitato il sito e ci hanno incoraggiato ad andare avanti, oltre ad enti come la GORI, che ha reso possibile la risoluzione del problema della falda acquifera che allagava il sito, e la ditta Simonetti srl che ci sta dando un aiuto concreto nell’attività di pulizia e cura del verde. A giorni partiranno i lavori della soprintendenza di rifacimento della recinzione ed allestimento dell’area”.
“La riapertura domenicale del villaggio di Nola – ha continuato Michele Napolitano di Meridies – ripartirà il prossimo 7 settembre, mentre per i mesi di luglio ed agosto il sito sarà comunque visitabile su prenotazione. Per settembre abbiamo in programma alcune iniziative come delle aperture tematiche, in particolar modo dedicate ai bambini, dove i visitatori avranno la possibilità di effettuare attività didattiche preistoriche come la fabbricazione dei vasi, la lavorazione delle pelli, la scheggiatura della selce, l’accensione del fuoco e tante altre. Speriamo solo che le istituzioni, specie quelle locali, ci diano finalmente una mano”.
Mercoledì prossimo infine è prevista una visita al sito da parte dell’Assessore Regionale al Turismo Claudio Velardi, mentre sabato sono attesi diversi ospiti che giungono a Nola per la Festa dei Gigli tra cui una delegazione di imprenditori tunisini accompagnati dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana.


MAGGIO DEI MONUMENTI A NOLA (02/05/2008)

Con le visite gratuite alla Chiesa dei SS. Apostoli, al Castello di Cicala, al Convento di S. Angelo in Palco, al Villaggio Preistorico e al al Museo Diocesano (tutte dalle ore 10 alle ore 13), si apre il maggio dei monumenti della città di Nola. Ricca di storia e di beni archeologici ed architettonici da visitare e da studiare, Nola quest’anno mette in mostra alcuni dei suoi tesori. Per fare questo l’amministrazione comunale di Nola, attraverso l’opera degli assessori Francesco Franzese, con delega alle Attività Produttive ed Arturo Cutolo, con delega ai Beni Culturali, ha promosso un Maggio dei Monumenti nolano, mettendo in campo una serie di iniziative, con la collaborazione delle associazioni Meridies e Contea Nolana, della curia vescovile e della Soprintendenza che apriranno ai visitatori numerosi angoli speciali di Nola. “Il maggio dei monumenti nolano – ha dichiarato l’assessore Francesco Franzese – oltre ad essere un importante momento culturale, sarà uno stimolo e un propulsore per tutte le attività produttive della città di Nola”. “Rendere fruibili e accisibili a tutti le bellezze storico artchitettoniche di Nola – ha dichiarato l’assessore Arturo Cutolo – è l’impegno di questa amministrazione”. “La riscoperta e la promozione della propria storia – ha aggiunto Cutolo – oltre ad accrescere la consapevolezza delle proprie radici, accresce la qualità della vita, stimolando l’economia e la cultura dell’intero territorio”. Nata prima di Roma, Nola ha sempre svolto un ruolo geopolitico rilevante tanto da ottenere la dignità senatoriale e da accogliere le spoglie mortali del primo imperatore romano Ottaviano Augusto, il quale morì “apud Nolam” il 19 agosto del 14. Nel 1820, nella notte tra l’uno e il due di luglio, scoppiarono a Nola i primi moti carbonari che diedero origine al Risorgimento Italiano. Nola ospita, oltre a numerose e meravigliose chiese, anche l’anfiteatro romano e Il Villaggio Preistorico. La cosiddetta Pompei della Preistoria, è uno straordinario sito archeologico dell’Età del Bronzo Antico, seppellito dall’eruzione del Vesuvio detta delle Pomici di Avellino (1860-1680 a.C.). Ma la città d’arte di Nola, con i suoi palazzi e i suoi castelli, è anche un luogo magico e mistico, che trova la sua migliore espressione durante il mese di giugno, quando la città si trasforma in un immenso teatro all’aperto per festeggiare il proprio vescovo San Paolino.

UN PRATO VERDE PER IL VILLAGGIO PREISTORICO DI NOLA (15.01.2008)
Un intervento privato a favore del sito archeologico nolano

L’Associazione Meridies, con viva soddisfazione, comunica che, nell’ambito degli interventi di miglioramento della fruibilità turistica e di abbellimento dell’area archeologica del Villaggio Preistorico di Nola, sono iniziati ieri i lavori di un primo intervento di semina del terreno nello spazio antistante il Villaggio Preistorico di Nola, per la realizzazione di un prato verde. L'importanza di tale intervento è data, sia dalla possibilità di rendere ancora più accogliente l'importantissima area archeologica nolana, sia dal fatto che tale iniziativa è stata realizzata grazie ad un intervento privato. "E' una iniziativa importante - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, Presidente di Meridies - perchè tale intervento, che renderà il Villaggio Preistorico di Nola un piccolo giardino accogliente, oltre ad avere una valenza volta specificatamente alla valorizzazione del sito, è anche un importante esempio di collaborazione tra enti pubblici, associazionismo e privati. Infatti l'intervento partito ieri è reso possibile grazie alla collaborazione ed alla sensibilità dimostrata dalla ditta Simonetti s.r.l. (agricoltura, enologia,giardinaggio) che, con grande spirito di partecipazione ed attaccamento al patrimonio archeologico nolano, ha messo a disposizione la propria disponibilità e la propria professionalità, divenendo un esempio notevole affinchè vi possa essere una giusta sinergia tra beni culturali e privati. Siamo molto felici di tale apertura che consentirà ancora di più a rendere i nostri sforzi, volti alla valorizzazione del sito, sempre più efficaci". "Siamo molto contenti di poter essere utili alla valorizzazione dello straordinario Villaggio Preistorico di Nola - ha ribadito Felice Simonetti, titolare della Simonetti s.r.l. - e per questo abbiamo accolto con molto piacere l'invito che ci è giunto dall'Associazione Meridies e dall'Assessorato ai Beni Culturali del Comune di Nola. Cercheremo, con il nostro intervento, che proseguirà la prossima settimana, di rendere l'area archeologica dell'età del bronzo sempre più piacevole ed accogliente, inoltre speriamo di poter coinvolgere altri imprenditori ed aziende che possano dare il loro contributo a migliorare sempre di più la fruibilità dell'area".


"IN...CONTRO ALL'ARCHEOLOGIA" (17.02.2008)

Apertura straordinaria contemporanea del Villaggio Preistorico di Nola e, dopo diversi anni, della Villa Romana di Via Saccaccio a Nola 

L’Associazione Meridies comunica che, domenica 17 febbraio 2008, dalle 10.00 alle 13.00, in occasione degli appuntamenti di "IN...CONTRO ALL'ARCHEOLOGIA" volti alla riscoperta ed alla conoscenza del patrimonio archeologico dell'area nolana, verrà effettuata dalle 10.00 alle 13.00 l'apertura al pubblico, come di consueto del Villaggio Preistorico di Nola in via Polveriera, ed eccezionalmente del Complesso Archeologico Romano di Via Saccaccio a Nola, sito a 500 metri dal Villaggio Preistorico. La bella villa rustica suburbana, scoperta nel 1978, verrà riaperta al pubblico, dopo diversi anni, domenica prossima grazie agli interventi di ripristino realizzati dalla Soprintendenza di Napoli e Caserta e dall'Associazione Meridies. L'iniziativa, la prima di una serie che vedrà altri appuntamenti in futuro per l'archeologia nolana, è realizzata dall'Associazione Meridies e dall'Assessorato ai Beni Culturali del Comune di Nola, guidato da Arturo Cutolo, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta. "Siamo molto contenti di questa giornata dedicata all'archeologia - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, Presidente di Meridies - perchè corona il lavoro e l'impegno che stiamo profondendo per far conoscere e salvaguardare il patrimonio archeologico nolano. Il Complesso Archeologico di Via Saccaccio è uno splendido esempio, ancora parzialmente indagato, di villa romana suburbana, con la presenza di affreschi e mosaici di diverso tipo. Erano diversi anni che era chiusa al pubblico e il lavoro per poterla riaprire non è stato semplice, ma grazie all'intervento della soprintendenza ed al nostro lavoro di ripulitura dell'area, oggi sono di nuovo visibili al pubblico gli ambienti di questa villa costruita a partire dal II sec. a.C.. Sia i turisti che i nolani stessi potranno così conoscere questo rilevante complesso archeologico che pochi conoscono. Devo inoltre con piacere sottolineare il lodevole spirito di collaborazione e l'impegno che sta mostrando l'Assessore Arturo Cutolo ed il Comune di Nola verso i beni culturali di Nola". Dopo l'apertura di domenica prossima la villa resterà visitabile su prenotazione.


INTERVENTO DI MERIDIES AL COMPLESSO ARCHEOLOGICO ROMANO DI VIA SACCACCIO A NOLA (26.01.2008)

L’Associazione Meridies comunica che, nell’ambito delle iniziative concrete che sta ponendo in atto per il miglioramento della fruibilità turistica dei siti d'interesse archeologico dell'area nolana (come già avvenuto per il Villaggio Preistorico di Nola), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, ha effettuato con i propri volontari un intervento di sistemazione e pulizia del Complesso Archeologico di Via Saccaccio a Nola, una villa suburbana che ha avuto uno sviluppo dal II sec. a.C. al V-VI d.C. Il sito archeologico nolano, che da alcuni anni non era visitabile a causa delle erbacce e di una esondazione del vicino alveo, prima di natale è stato ripulito dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta con un intervento che ha rimosso il grosso del materiale presente. Questa mattina i volontari di Meridies (Pio Natalizio, Antonella Esposito, Antonella Iovino, Pia Ronga, Angelo Amato de Serpis, Giuseppe D'Avanzo, Valentina Russo, Ilaria Sebastiani e Michele Napolitano) hanno effettuato un ulteriore intervento di pulizia dell'area che ha interessato il percorso ed alcuni ambienti, anche con mosaici, che erano ricoperti di polvere e fango. "Abbiamo svolto un proficuo lavoro -ha sottolineato Antonella Iovino di Meridies - che ha completato quello realizzato dalla soprintendenza. In particolare abbiamo reso più praticabile l'accesso ed il percorso e pulito i vari ambienti che arricchiscono l'antica villa. Il nostro intervento punta a rendere di nuovo fruibile l'area ai visitatori e contiamo a breve, in collaborazione con la soprintendenza, di riaprirla al pubblico. Tutte queste iniziative che stiamo portando avanti sono concrete azioni di tutela e salvaguardia del patrimonio nolano, che auspicano una maggiore collaborazione istituzionale e non, come è avvenuto in questi giorni con l’Assessorato ai BB.CC. del Comune di Nola, diretto da Arturo Cutolo, che ha provveduto, su nostra sollecitazione, ad effettuare un intervento di riparazione della rete di recinzione del Villaggio Preistorico, abbattuta dal vento forte dei giorni scorsi, che non ci ha dato certo una mano".





Una pavimentazione di un ambiente dell'area archeologica prima e dopo il lavoro di pulizia



LETTERA A BEPPE GRILLO SULLA QUESTIONE RIFIUTI (12.01.2008)

Caro Beppe,
sono davvero amareggiato per questi giorni particolarmente bui per la nostra regione Campania e l’amarezza diventa ancora più grande se rifletto ai tanti sforzi fatti in questi anni inutilmente e alla grande disinformazione che si sta facendo, volontariamente, da parte di tutti i mezzi d’informazione, tranne che da te che sei un…comico. Devi sapere che chi ti scrive è stato responsabile dei Verdi a Nola per diversi anni, oggi non iscritto a nessun partito perché disgustato dai partiti e fuoriuscito dai Verdi per contrasti proprio con la linea politica dell’attuale Ministro dell’Ambiente. Nel 1999 insieme all’ora sindaco Giovanni Cavaccini di Casamarciano, un piccolo comune vicino Nola, ed un vero esperto in gestione dei rifiuti, Roberto Rainoldi, facemmo partire, tra i primi in Campania, una importante raccolta differenziata porta a porta secco-umido che raggiunse subito percentuali elevatissimi e si allargò a macchia d’olio in tutta l’area nolana (oltre 20 comuni) a cavallo tra le province di Napoli ed Avellino. Nel giro di un paio d’anni tutti i comuni della zona, nonostante il pessimo aiuto da parte del Commissariato di Governo impegnato a costruire impianti costosi invece di puntare veramente sulla raccolta differenziata in primis e nonostante i numerosi problemi e nessuna via preferenziale riservata a questi comuni virtuosi, sono usciti dall’emergenza rifiuti con percentuali di raccolta differenziata “svizzere” per la provincia di Napoli (vedi www.comuniricicloni.org). In quest’ultima emergenza a Nola e dintorni non si sono riscontrati problemi, proprio perché si effettua la raccolta differenziata. La cosa più grave di tutta la vicenda è che tutto questo lavoro è stato messo in secondo piano dagli organi d’informazione, non si doveva sapere, come non si deve sapere che già nel 2001 chiedemmo, inascoltati, il commissariamento dei comuni non in regola con la raccolta differenziata. Come non si dice che il disastroso piano rifiuti in Campania è stato partorito e portato avanti da entrambi gli schieramenti e che se anche oggi fosse attivo l’impianto di Acerra non potrebbe bruciare nessuna delle “eco”balle prodotte e nemmeno i rifiuti distribuiti per strada, se è vero che il piano prevede impianti (come prescrive la legge) per il trattamento di rifiuti provenienti da una raccolta differenziata di almeno il 35%, e che inoltre gli impianti di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) e l’inceneritore di Acerra sono stati fermati dalla magistratura. In particolare gli impianti di cdr sono stati chiusi principalmente perché non a norma, a causa dei rifiuti non differenziati che hanno ricevuto fino ad oggi. Non si deve sapere nemmeno che dai comuni dell’area nolana era partita anche una richiesta di poter gestire in proprio, con un ciclo chiuso e con la raccolta differenziata seria, i rifiuti del proprio territorio: la risposta? Paenzano 1 (la prima discarica realizzata a Schiava di Tufino per servire quasi tutta la Provincia di Napoli), Paenzano 2 (la seconda discarica a 200 metri dalla prima e a 200 metri da una cava mostruosa) e l’impianto di cdr sequestrato più volte anche per possibili danni ambientali. I comuni dell’area nolana, quindi, sono in regola con la normativa sulla raccolta differenziata (praticamente i soli in tutta la Provincia di Napoli, tranne poche eccezioni) e sono costretti a subire i rifiuti di chi la raccolta differenziata non la fa: altro che solidarietà! Le informazioni devono essere poco chiare, poco ragionate, molto ad effetto, come prendersela con Pecoraio Scanio, che ha un’unica vera colpa, quella di non essere riuscito ad imporre il principio della raccolta differenziata, più che da ministro, da esponente autorevole di un partito di maggioranza in Campania. Anche “La casta”, lo splendido ed informatissimo libro di Rizzo e Stella, non coglie il segno quando dice “…i cassonetti non traboccano di pattume come a Nola”, dato che sono sette anni che i cassonetti non ci sono più per la raccolta porta a porta attuata e che, proprio a Nola, vere emergenze non ci sono mai state a differenza di tanti altri comuni del resto della provincia di Napoli, oppure quando subito dopo “…l’inceneritore di Brescia è stato costruito senza le rivolte popolari di Tufino”, perché a Tufino si è protestato non contro l’inceneritore in se, ma per la mancata attuazione della raccolta differenziata negli altri comuni della Campania, contro l’accanimento dimostrato dal Commissariato di Governo ai Rifiuti con le discariche Paenzano 1, Paenzano 2 ed il Cdr sempre sullo stesso territorio e le continue bugie e mancate promesse dei politici. A chi giova tutto questo? Sicuramente non hai cittadini, ma di certo a quei potentati economici, anche settentrionali, che fanno buoni affari con le emergenze campane, di certo non con la raccolta differenziata. Un piano serio (e questo sono decenni che cerchiamo di farlo capire) doveva partire prima con la riduzione dei rifiuti (ma andiamo a toccare parecchi interessi), poi con la raccolta differenziata obbligatoria per tutti i comuni (e anche qui tocchiamo altri interessi), infine si poteva decidere di cosa fare del residuo. Oggi si parla di tre inceneritori in Campania, spero che non serviranno per la presenza di una buona raccolta differenziata ma, credimi, questi politici hanno fatto perdere la fiducia della gente e diseducato i cittadini. Perdonami, ma il mio è lo sfogo di un ex ragazzo di 37 anni che ha buttato “i migliori anni della sua vita”, è proprio il caso di dirlo,…nella “monnezza”. Grazie
Angelo Amato de Serpis
Associazione Meridies


PANNELLATURA TURISTICO-DIDATTICA AL VILLAGGIO PREISTORICO DI NOLA (04.01.2008)

L’Associazione Meridies comunica che, nell’ambito degli interventi di miglioramento della fruibilità turistica e della migliore “leggibilità” didattica dell’area archeologica del Villaggio Preistorico di Nola, dalla prossima apertura domenicale, prevista per il 13 gennaio dalle 10.00 alle 13.00 (domenica 6 gennaio il sito resterà chiuso per la giornata festiva), sarà possibile visitare l’area con l’ausilio di una semplice e sintetica pannellatura composta da una decina di tabelle dove sono illustrate le modalità di rinvenimento, la tipologia costruttiva delle strutture capannicole, l’agricoltura, l’artigianato, le credenze religiose e la vita quotidiana. E’ stata realizzata anche una tabella in inglese per i turisti stranieri. “Abbiamo creato questo semplice supporto informativo – ha esordito Michele Napolitano di Meridies – perché, in questo modo, i numerosi visitatori che vengono ad ammirare le capanne di 4.000 anni fa, avranno la possibilità di soffermarsi sui vari aspetti di questa affascinante comunità distrutta dalla tremenda eruzione detta delle “Pomici di Avellino” intorno al 1700 a.C. Questi pannelli fanno parte di una prima azione di abbellimento e di miglioramento della fruibilità del sito che prevedrà altri interventi in seguito. Tale iniziativa è stata realizzata con i nostri fondi e grazie alla collaborazione dell’Assessorato ai BB.CC. della Provincia di Napoli diretto da Antonella Basilico e della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta ed Andante Travel di Londra. Speriamo presto di poter rendere ancora più bella l’area e, magari, ricostruire una delle capanne in loco”.