Il
III Certame Internazionale Bruniano ha acquisito una valenza "universale"
nel senso di una "ragionevolezza interrogante", che
attraversa le esperienze e la modernità del pensiero filosofico,
etico e scientifico di Giordano Bruno, interrogando l'uomo del
nostro tempo sulle motivazioni e sul senso radicale dell'esistenza
nella comunità dell'universo. I giovani partecipanti, provenienti
da ogni parte e da tutte le città d'Italia, hanno svolto
acute argomentazioni e attente riflessioni sullo "Spaccio
de la bestia trionfante", che è forse l'opera più
ardita e più complessa del sommo filosofo nolano, in un
esperimento educativo ricco di progettualità meditativa
e di impegno etico e civile. Quando, il quattro aprile di questo
2003 tormentato da un tragico conflitto di intensità drammaticamente
"planetaria", in un mattino luminoso, ho visto più
di cento adolescenti pronti ad affrontare con coraggio il tema
arduo e problematico della giustizia in un autore straordinariamente
profetico e geniale come il Bruno, ho provato un sentimento di
pace e di speranza, perché ho capito che nell'uomo e dentro
la sua anima c'è una sorgente di vita, che è progettualità
infinita. L'esistenza umana è come un bosco dai molteplici
percorsi, sì che, anche quando in un bosco non ci sono
sentieri tracciati, ognuno può tracciare il proprio percorso
decidendo di procedere liberamente, dovendo, in ogni momento,
compiere una scelta. Leggendo con piacere gli elaborati svolti
dai giovani partecipanti a questo terzo Certame Bruniano, mi sono
convinto, sempre più, che essi hanno sete di verità
e di giustizia, senza le quali non ha senso vivere, perché
la dignità dell'uomo è una conquista faticosa, nascendo
dal lavoro e dall'impegno perseverante di ciascuno. Quando, il
sei aprile, sono stati letti i nomi dei vincitori del III Certame
Internazionale Bruniano 2003, si è potuto constatare che
tutti i giovani presenti e i loro educatori manifestavano sentimenti
di gratitudine e di gioia per una manifestazione culturale, etica
e civile onestamente aperta all'avvenire. Nel mio intervento di
commiato, in una giornata densa di valori morali e intellettuali,
ho ringraziato tutti i presenti, rivolgendo il mio pensiero e
la mia anima alla perenne attualità della filosofia bruniana,
con l'auspicio che presso tutti i popoli del mondo si possa desiderare,
immaginare e progettare una società planetaria, in cui
si affermi la giustizia e governi l'onestà, una saggezza
senza tempo e senza età. Luigi Simonetti