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ANNO 2003 - 2002 - 2001

1° classificata

Rovera Chiara
   
2° classificata

Bianco Veruska
2° classificata

Bianco Veruska
   
3° classificato

Sammarco Matteo
         
4° classificato

Santorelli Biagio
   
5° classificata

Coppola Chiara
6° classificata

Scotti Monica
       
7° classificato

Bondatti David
   
8° classificato

Forteleoni Luca
8° classificato

Forteleoni Luca
           
9° classificata

Sandon Chiara
         
10° classificato

Angius Piergiorgio
     
11° classificata

Terranova Anna
 
12° classificata

Barbarossa Gloria
 
13° classificato

Biasco Rosario
       
14° classificato

Giacomazza Rosario
       
15° classificata

Perna Ida
       
16° classificata

Liccardo Filomena
     
17° classificato

Villani Vincenzo
17° classificato

Villani Vincenzo
             
18° classificato

Cristiano Domenico Ciro
         


Traccia

Centrale nello Spaccio de la bestia trionfante è il tema della giustizia. Giove, rinsavito, vuole sostituire, agli antichi, nuovi valori, tutti ispirati al senso della responsabilità e della libertà propria dell'uomo. Ciascuno, infatti, liberamente e responsabilmente può migliorare se stesso con lo studio e la fatica, e diventare migliore di altri e di se stesso con lo studio e la fatica, e diventare migliore di quella "certa neutralità e bestiale equalità, quale si ritrova in certe deserte e inculte republiche". Contro l'uguaglianza astratta che, nel livellare tutto e tutti, cancella impegno e merito dei singoli e, nell'appiattimento indistinto e casuale delle fortune e dei destini, mortifica la tensione al miglioramento di cisacuno, invoca la giustizia. Questa deve assicurare l'affermazione di quanti hanno migliorato se stessi con ferma volontà e costante applicazione contro quelli che rivendicano privilegi di sangue, di titoli o di condizione economica, non supportandoli con virtù e competenze specifiche. Per Bruno, infatti, la dignità, non è una qualità connaturata all'uomo e, quindi, di tutti. E', invece, una faticosa conquista individuale, frutto dell'applicazione vigile e costante di ciascuno. La Giustizia, perciò, è chiamata a vigilare affinchè ognuno occupi il posto adeguato alle proprie specifiche competenze e ai propri comprovati meriti.
Per tutto questo, nel dialogo terzo dello Spaccio, Giove ordina: "Le Bilancie [...] vadano per le fameglie, acciò con esse li padri veggano dove meglio inchinano [inclinano] gli figli, se a lettere, se ad armi; se ad agricoltura, se a religione [...]. Discorrano le Accademie ed Universitadi, dove s'essamine se quei che presumeno d'insegnar in catedra e scrittura, hanno necessità d'udire e studiare [...]. Per le corti, a fin che gli ufficii, gli onori, le sedie, le grazie ed exenzioni corrano secondo che ponderano gli meriti e dignitade di ciascuno [...]. Per le republiche, acciò ch'il carrico delle administrazioni contrapesi alla sufficienza e capacità de gli suggetti; e non si distribuiscano le cure con bilanciar gli gradi del sangue, de la nobilitade, de' titoli, de ricchezza; ma delle virtudi che parturiscono gli frutti de le imprese; perchè presiedano i giusti, contribuiscano i facultosi, insegnino li dotti, guideno gli prudenti, combattano i forti, conseglino quei ch'han giudicio, comandino quei ch'hanno autoritade".
Ciscuno di voi, partendo da queste affermazioni, faccia le proprie considerazioni.