TRACCIA
"Forse non sai che chi ha per arma la mano ha armi più
efficaci di tutte le altre? Forse non sai che alla mano mancano
tutte le armi: così da poter essere potentissima valendosi
di tutte le armi? Ignori che proprio la mano, giacchè
sa munirsi di aculei, veleni, corna e denti, non deve guardarsi
da alcun assalto delle belve e che con questo strumento di consueto
è stato imposto il dominio su tutti gli animali che si
vedono?".
"
considera un poco al sottile et essamina entro a
te stesso quel che sarebbe se, posto che l'huomo havesse al
doppio d'ingegno che non have et l'intelletto agente gli splendesse
tanto più chiaro che non splende, et, con tutto ciò,
le mani gli venesser trasformate in forma de doi piedi, rimanendogli
tutto l'altro nel suo ordinario intiero, dimmi dove potrebbe
impune esser la conversation de gl'huomini, come potrebbero
instituirsi et durar le famegle et unioni di costoro, parimente
o più che de cavalli, cervij, porci, senza esserno devorati
da innumerabili specie de bestie per essere, in tal maniera
suggetti a maggiore et più certa ruina? Et, per conseguenza,
dove sarrebono le institutioni de dottrine, le inventioni de
discipline, le congregationi de cittadini, le strutture de gl'edificij
et altre cose assai, che significano la grandezza et eccellenza
humana et fanno l'huomo trionfator veramente invitto sopra l'altre
specie? Tutto questo, se oculatamente guardi, si riferisce non
tanto principalmente al dettato de l'ingegno, quanto a quello
della mano, organo de gl'organi".
Nei passi riportati, il primo ripreso dal Il Canto di Circe
e il secondo dalla Cabala del cavallo pegaseo, Bruno tratta
del tema della mano. Nella prima opera, la mano, per la sua
capacità di approntare e di utilizzare varie armi, se
è guidata da un animo bestiale, diventa strumento di
distruzione di tutti i valori positivi. Grazie al potere esercitato
dalle armi approntate ed utilizzate dalla mano, l'uomo dall'animo
bestiale diventa più pericoloso per sé, per gli
altri e per la stessa natura di qualsiasi altro animale. Per
questo agli uomini dall'animo animalesco, responsabili della
decadenza e del disordine del mondo, bisognerebbe trasformare
le mani in zoccoli ed artigli, come avviene nella metafora della
magia operata dalla maga Circe.
Nella seconda opera, la mano viene considerata come l'eccezionale
e l'insostituibile strumento di cui l'uomo dispone per realizzare
le città, le istituzioni sociali e politiche e tutto
ciò che è essenziale e utile per la vita civile.
Senza la mano, l'uomo, seppure disponesse del doppio dell'intelligenza
che possiede, non riuscirebbe a realizzare alcuna forma di cultura
e di civiltà.
Partendo dal commento ai passi riportati, si illustri la dottrina
bruniana del primato del fare e della responsabilità
dell'uomo nello sviluppo e nella decadenza della civiltà.