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LETTERA A BEPPE GRILLO SULLA QUESTIONE RIFIUTI (12.01.2008)
Caro Beppe,
sono davvero amareggiato per questi giorni particolarmente bui per la nostra regione Campania e l’amarezza diventa ancora più grande se rifletto ai tanti sforzi fatti in questi anni inutilmente e alla grande disinformazione che si sta facendo, volontariamente, da parte di tutti i mezzi d’informazione, tranne che da te che sei un…comico. Devi sapere che chi ti scrive è stato responsabile dei Verdi a Nola per diversi anni, oggi non iscritto a nessun partito perché disgustato dai partiti e fuoriuscito dai Verdi per contrasti proprio con la linea politica dell’attuale Ministro dell’Ambiente. Nel 1999 insieme all’ora sindaco Giovanni Cavaccini di Casamarciano, un piccolo comune vicino Nola, ed un vero esperto in gestione dei rifiuti, Roberto Rainoldi, facemmo partire, tra i primi in Campania, una importante raccolta differenziata porta a porta secco-umido che raggiunse subito percentuali elevatissimi e si allargò a macchia d’olio in tutta l’area nolana (oltre 20 comuni) a cavallo tra le province di Napoli ed Avellino. Nel giro di un paio d’anni tutti i comuni della zona, nonostante il pessimo aiuto da parte del Commissariato di Governo impegnato a costruire impianti costosi invece di puntare veramente sulla raccolta differenziata in primis e nonostante i numerosi problemi e nessuna via preferenziale riservata a questi comuni virtuosi, sono usciti dall’emergenza rifiuti con percentuali di raccolta differenziata “svizzere” per la provincia di Napoli (vedi www.comuniricicloni.org). In quest’ultima emergenza a Nola e dintorni non si sono riscontrati problemi, proprio perché si effettua la raccolta differenziata. La cosa più grave di tutta la vicenda è che tutto questo lavoro è stato messo in secondo piano dagli organi d’informazione, non si doveva sapere, come non si deve sapere che già nel 2001 chiedemmo, inascoltati, il commissariamento dei comuni non in regola con la raccolta differenziata. Come non si dice che il disastroso piano rifiuti in Campania è stato partorito e portato avanti da entrambi gli schieramenti e che se anche oggi fosse attivo l’impianto di Acerra non potrebbe bruciare nessuna delle “eco”balle prodotte e nemmeno i rifiuti distribuiti per strada, se è vero che il piano prevede impianti (come prescrive la legge) per il trattamento di rifiuti provenienti da una raccolta differenziata di almeno il 35%, e che inoltre gli impianti di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) e l’inceneritore di Acerra sono stati fermati dalla magistratura. In particolare gli impianti di cdr sono stati chiusi principalmente perché non a norma, a causa dei rifiuti non differenziati che hanno ricevuto fino ad oggi. Non si deve sapere nemmeno che dai comuni dell’area nolana era partita anche una richiesta di poter gestire in proprio, con un ciclo chiuso e con la raccolta differenziata seria, i rifiuti del proprio territorio: la risposta? Paenzano 1 (la prima discarica realizzata a Schiava di Tufino per servire quasi tutta la Provincia di Napoli), Paenzano 2 (la seconda discarica a 200 metri dalla prima e a 200 metri da una cava mostruosa) e l’impianto di cdr sequestrato più volte anche per possibili danni ambientali. I comuni dell’area nolana, quindi, sono in regola con la normativa sulla raccolta differenziata (praticamente i soli in tutta la Provincia di Napoli, tranne poche eccezioni) e sono costretti a subire i rifiuti di chi la raccolta differenziata non la fa: altro che solidarietà! Le informazioni devono essere poco chiare, poco ragionate, molto ad effetto, come prendersela con Pecoraio Scanio, che ha un’unica vera colpa, quella di non essere riuscito ad imporre il principio della raccolta differenziata, più che da ministro, da esponente autorevole di un partito di maggioranza in Campania. Anche “La casta”, lo splendido ed informatissimo libro di Rizzo e Stella, non coglie il segno quando dice “…i cassonetti non traboccano di pattume come a Nola”, dato che sono sette anni che i cassonetti non ci sono più per la raccolta porta a porta attuata e che, proprio a Nola, vere emergenze non ci sono mai state a differenza di tanti altri comuni del resto della provincia di Napoli, oppure quando subito dopo “…l’inceneritore di Brescia è stato costruito senza le rivolte popolari di Tufino”, perché a Tufino si è protestato non contro l’inceneritore in se, ma per la mancata attuazione della raccolta differenziata negli altri comuni della Campania, contro l’accanimento dimostrato dal Commissariato di Governo ai Rifiuti con le discariche Paenzano 1, Paenzano 2 ed il Cdr sempre sullo stesso territorio e le continue bugie e mancate promesse dei politici. A chi giova tutto questo? Sicuramente non hai cittadini, ma di certo a quei potentati economici, anche settentrionali, che fanno buoni affari con le emergenze campane, di certo non con la raccolta differenziata. Un piano serio (e questo sono decenni che cerchiamo di farlo capire) doveva partire prima con la riduzione dei rifiuti (ma andiamo a toccare parecchi interessi), poi con la raccolta differenziata obbligatoria per tutti i comuni (e anche qui tocchiamo altri interessi), infine si poteva decidere di cosa fare del residuo. Oggi si parla di tre inceneritori in Campania, spero che non serviranno per la presenza di una buona raccolta differenziata ma, credimi, questi politici hanno fatto perdere la fiducia della gente e diseducato i cittadini. Perdonami, ma il mio è lo sfogo di un ex ragazzo di 37 anni che ha buttato “i migliori anni della sua vita”, è proprio il caso di dirlo,…nella “monnezza”. Grazie
Angelo Amato de Serpis
Associazione Meridies
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