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Somma Vesuviana
 


Cenni storici - Pianta Michelin

La presenza "ufficiale" di Somma Vesuviana, nella storia, si registra nel 184 a.C. quando Roma inviò il console Quinto Fabio Labeone a dirimere le controversie territoriali tra Napoli e Nola e furono eretti per mantenere l'ordine, alcuni presidi militari, i "castri" ed uno di essi fu costruito alle falde del Vesuvio, allora ancora intero ed alto circa 3000 m. Tale castro, venne denominato Sussivio. Chiaramente allora non esisteva ancora Somma, come agglomerato cittadino.
Il primo a parlare di Somma, fu Paolo Diacono, rievocando la conquista di Napoli nel 536 da parte dei Bizantini.Le devastazioni furono continue e incessanti sia da parte delle orde barbariche, sia da parte degli eventi naturali causati dalle eruzioni del vicino vulcano e dalle conseguenze gigantesche alluvioni, che imperversarono sulla zona impoverendola maggiormente e contribuendo ancor più a rendere tale periodo storico vuoto di documenti e anche poco proficuo e prospero.
Verso la fine dell'8°sec. rientrò nel Ducato Napoletano e fu partecipe delle lotte contro i Saraceni , che, sbarcati nel napoletano, avevano posto il loro accampamento nelle sue terre e propriamente in località Castagnola, poco più sotto la zona di Santa Maria del Pozzo. I cavalieri di Carlo Magno assalirono i saraceni ed ottennero una schiacciante vittoria che però costò la vita a 700 francesi, 720 cavalieri, e 2000 fanti e a più di 5000 soldati locali, fra cui molti furono i Sommesi accorsi a difesa del proprio territorio.
Nell'834 Somma è di nuovo sotto il dominio longobardo con a capo Sicardo, mentre nell'851 torna sotto il controllo bizantino.
Come in ogni altra zona i cittadini scelsero per ripararsi in un luogo sicuro scelsero come sede la balza tufacea - detta poi Castello - scoscesa nelle fiancate e naturalmente difesa da profondi valloni. Furono tutt'intorno rafforzati i costoni con grosse cortine murarie in pietra vesuviana, legati da robusta malta, e ad intervalli furono innalzati grossi salienti di rinforzo, sui cui culmini erano instaurati i punti di vedetta con diversi torri sporgenti della muratura in zone strategiche.
La rampa d'accesso, conformata sul tipo delle fortificazioni greche delle acropoli, era facilmente difendibile per la strettezza e la tortuosità.
Somma così divenne una fortificazione, denominata l'Arx Sommae o Castrum Summae.
Questo luogo divenne con l'annessione di Nola al Ducato di Napoli nella seconda metà del XI secolo un territorio napoletano.
Nel 1028 Somma passò ai Longobardi, sotto i reggenti di Capua, restando tale anche quando la città di Napoli riconquistò la sua indipendenza. Infatti, nel 1038, la zona venne annessa al territorio del principe di Salerno, che diventò anche principe di Capua. Le terre di Somma furono assegnate alla sorella del principe, Galergrima, che sposò il normanno Giordano I , principe Capua,e portò come dote tra i territori Somma che fu rafforzata ancora di più.
In seguito Somma tornò sotto il Ducato Napoletano sia a causa dell'estinzione della dinastia longobarda perché il principato di Benevento e Salerno divennero possedimenti del conte di Puglia, Roberto il Guiscardo. Infatti Giordano ebbe paura di perdere anche Capua e arrivò a accordi con il Ducato di Napoli.
Nel 1135 arrivò re Ruggiero II ad espugnare Napoli e una parte dell'esercito fu accolta e acquartierata nel Castello di Somma.
I reali angioini, negli anni del loro governo a Napoli scelsero il castello di Somma come luogo di villeggiatura per la salubrità dell'aria, per la sua fortificata posizione e anche per i nobili sentimenti di lealtà della sua posizione.
Lo stesso Carlo I d'Angiò vi si recò molto spesso. La rocca, nel periodo angioino fu quasi del tutto rifatta sulle fondamenta dell'antico castello svevo.
In seguito Somma per successione paterna fu assegnata alla regina Giovanna I che più volte si reca al castello. La città ospitò, all'epoca, uomini famosi come il pittore Montano d'Arezzo, Giovanni Caracciolo.
Il periodo feudale della città cominciò con Ferrante d'Aragona. Dentro la rocca si era rifugiata l'amante del padre Alfonso, Lucrezia d'Alagno nel 1458 alla morte dell'amato. Madonna Lucrezia aveva avuto l'intero territorio come eredità e qui si fece costruire un castello più a valle.
Nel 1467 il re Ferrante I d'Aragona ricostruisce le mura dell'antico quartire della città, che corrono per circa tre miglia intorno, dando accesso quattro porte (porta "S.Pietro", del "Castello", dei "Famosi" e dei "Piccioli"), all'attuale centro storico, oggi conosciuto come Casamale.
Il re Ferrante strinse d'assedio la rocca, per tenere sotto controllo Lucrezia D'Alagno e il suo patrimonio. Egli consapevole dell'importanza strategica della città, la diede in feudo, prima a suo figlio, il cardinale Giovanni e poi alla propria moglie.
I successori di Ferrante furono: Alfonso II, Ferrantino, e Federico d'Aragona. La quarta regina di Napoli fu Giovanna d'Aragona che mostrò subito il suo attaccamento alla rocca. Ella inoltre conferì alla città il privilegio del pallio ed il diritto del Mastro-mercato, concessione questa di grande valore economico e politico, in quanto, il Mastro-mercato, eletto dai deputati dell'università di Somma, esercitava la piena ed esclusiva giurisdizione.
Tale privilegio rimase fino al 1806, quando le autorità napoleoniche lo annullarono.
Somma comunque riuscì, a costo di duri sacrificci, ad affrancarsi dal feudalesimo, firmando lo strumento di liberazione, il 3 ottobre 1586.
Iniziò così per tutta la città, un fecondo periodo di sviluppo ed essa venne governata da un parlamento, composto da 40 deputati che eleggevano tre sindaci. L'autorità regia era rappresentata dal governatore, nominato dal governo vicereale.
La vita cittadina nel '600, fu sconvolta da due eventi straordinari:
1. L'eruzione del Vesuvio del 1631che danneggio profondamente l'economia dei luoghi e causò numerose vittime;
2. La rivoluzione del 1647, capeggiata da Masaniello che anche a Somma riversò i suoi effetti.
Nel corso di questo secolo, Somma dovette contrastare le pretese della vicina S. Anastasia, che mal sopportava l'egemonia della cittadinanza nel cui territorio essa era compresa.
Ma una nuova eruzione, quella del 1794, devastò di nuovo il territorio e mise a dura prova, le capacità di resistenza della popolazione.
Non meno traumatico fu, per la città, la breve esperienza e della Repubblica Partenopea, che turbò e animò la tranquilla vita cittadina.
L'800 fu anch'esso un secolo ricco di eventi e i moti risorgimentali del '48, registrarono la partecipazione attiva, di nobili ed intellettuali sommesi; basti ricordare lo scultore Enrico Gioia, Gennaro Angrisani ed il Senatore Fedele da Siervo, anche sindaco di Napoli.
Il' 900 è anche il secolo che segna l'ingresso di Somma nell'era moderna; la cittadina dopo aver subito i danni dell'eruzione del 1906 si riprese con fatica ed un impulso alla sua rinascita fu la costruzione dell'acquedotto del Serione nel 1913, mentre solo nel 1922 fu inaugurata la rete di illuminazione elettrica
.La città diede un grande contributo con i suoi soldati alla guerra del 1915-18 e molti furono i caduti e i decorati, tra i nomi più noti vi fu quello del pilota Gaetano Aliperti, che combatté nella famosissima squadriglia di Francesco Baracca, e che fu insignito di numerose decorazioni al valore.
Nel 1925, con regio decreto fu istituita a Somma la Pretura.
La caduta del fascismo, dopo la disastrosa II guerra mondiale, segna la nascita della democrazia e quindi anche per Somma inizia il lungo e faticoso cammino verso i livelli di civiltà e di benessere; la città si trasformò radicalmente fino ai nostri giorni.



Monumenti/Monuments
Scavi archeologici della Villa Augustea in località La Starza I sec. d.C. - Castello De Curtis D'Alagno (XV sec.), Chiesa di S. Domenico (XIII sec.), Chiesa di S. Maria del Pozzo (XVI sec.),
Museo della Civiltà Contadina, Parco Nazionale del Vesuvio. Festa delle Lucerne.

Come raggiungere Somma Vesuviana: autostrada A16 NA-BA uscita Pomigliano d'Arco e A30 CE-SA uscita Nola direzione paesi vesuviani, S.S.7 BIS a Pomigliano d'Arco, Asse Mediano uscita Paesi Vesuviani, autolinea Circumvesuviana e Sita, stazione Circumvesuviana di Somma Vesuviana, stazione FS di Marigliano.

Museo Contadino
Festa delle Lucerne
Chiesa di S. Maria del Pozzo (XVI sec.)
Villa Augustea: Dioniso e statua femminile