Cenni
storici
La
presenza "ufficiale" di Somma Vesuviana, nella
storia, si registra nel 184 a.C. quando Roma inviò
il console Quinto Fabio Labeone a dirimere le controversie
territoriali tra Napoli e Nola e furono eretti per mantenere
l'ordine, alcuni presidi militari, i "castri"
ed uno di essi fu costruito alle falde del Vesuvio, allora
ancora intero ed alto circa 3000 m. Tale castro, venne denominato
Sussivio. Chiaramente allora non esisteva ancora Somma,
come agglomerato cittadino.
Il primo a parlare di Somma, fu Paolo Diacono, rievocando
la conquista di Napoli nel 536 da parte dei Bizantini. Con
essi il territorio campano raggiunge una certa stabilità
ed una pace alquanto duratura con una conseguente tranquillità
dopo le diverse invasioni barbariche.
Bastano pochi decenni per far si che dato stato di cose
aumenti considerevolmente l'inurbamento che darà
consistenza al regno di Napoli.
Il territorio di Somma viene a trovarsi , come già
era avvenuto nel II sec., al tempo della famosa disputa
tra Napoletani e Nolani, ai confini di due differenti civiltà
e di due ducati differenti. Verso il mare ad occidente le
terre del ducato di Napoli con la reggenza bizantina e verso
l'entroterra ad oriente le terre del ducato di Benevento.,
retto dai Longobardi. I due popoli si fronteggiavano ambiziosi
di ingrandire i loro territori e spesso sconfinavano facendosi
aspra guerra tra loro.
Somma si trovava nel bel mezzo e subiva alternativamente
ora le incursioni ed i saccheggi dei Bizantini, facendo
terra bruciata per gli avversari spingendosi fino a Nola,
ora le invasioni dei Longobardi, che la ritenevano terra
di conquista, mentre si spingevano fino ai Campi Flegrei.
Per queste vicende non si hanno particolari documentazioni
o tracce storiche perché l'alternarsi delle conquiste
e le successive distruzioni non hanno lasciato nulla. Le
devastazioni furono continue e incessanti sia da parte delle
orde barbariche, sia da parte degli eventi naturali causati
dalle eruzioni del vicino vulcano e dalle conseguenze gigantesche
alluvioni, che imperversarono sulla zona impoverendola maggiormente
e contribuendo ancor più a rendere tale periodo storico
vuoto di documenti e anche poco proficuo e prospero.
L'instabilità territoriale ed il guerreggiare per
la disputa accanita durò fino al 9° sec.
Tra gli episodi più salienti tramandate dagli storici
se ne ricordano alcuni.
Nel 726 vi fu un'invasione della Liburia da parte dei Longobardi,
che posero finanche l'assedio a Napoli, con la conseguente
occupazione del territorio di Somma, tenuta sotto il loro
controllo per circa venti anni.
Verso la fine dell'8°sec. rientrò nel Ducato
Napoletano e fu partecipe delle lotte contro i Saraceni
, che, sbarcati nel napoletano, avevano posto il loro accampamento
nelle sue terre e propriamente in località Castagnola,
poco più sotto la zona di Santa Maria del Pozzo.
I cavalieri di Carlo Magno assalirono i saraceni ed ottennero
una schiacciante vittoria che però costò la
vita a 700 francesi, 720 cavalieri, e 2000 fanti e a più
di 5000 soldati locali, fra cui molti furono i Sommesi accorsi
a difesa del proprio territorio.
Nell'834 Somma è di nuovo sotto il dominio longobardo
con a capo Sicardo, mentre nell'851 torna sotto il controllo
bizantino.
Non mancarono nello stesso tempo le terribili invasioni
dei barbari, quali gli Ungheri, che nel 940 saccheggiarono
il territorio sommese mentre i sommesi si rifugiarono nella
montagna.
Come in ogni altra zona i cittadini scelsero per ripararsi
in un luogo sicuro scelsero come sede la balza tufacea -
detta poi Castello - scoscesa nelle fiancate e naturalmente
difesa da profondi valloni. Furono tutt'intorno rafforzati
i costoni con grosse cortine murarie in pietra vesuviana,
legati da robusta malta, e ad intervalli furono innalzati
grossi salienti di rinforzo, sui cui culmini erano instaurati
i punti di vedetta con diversi torri sporgenti della muratura
in zone strategiche.
La rampa d'accesso, conformata sul tipo delle fortificazioni
greche delle acropoli, era facilmente difendibile per la
strettezza e la tortuosità.
Somma così divenne una fortificazione, denominata
l'Arx Sommae o Castrum Summae.
Questo luogo divenne con l'annessione di Nola al Ducato
di Napoli nella seconda metà del XI secolo un territorio
napoletano.
Nel 1028 Somma passò ai Longobardi, sotto i reggenti
di Capua, restando tale anche quando la città di
Napoli riconquistò la sua indipendenza. Infatti,
nel 1038, la zona venne annessa al territorio del principe
di Salerno, che diventò anche principe di Capua.
Le terre di Somma furono assegnate alla sorella del principe,
Galergrima, che sposò il normanno Giordano I , principe
Capua,e portò come dote tra i territori Somma che
fu rafforzata ancora di più.
In seguito Somma tornò sotto il Ducato Napoletano
sia a causa dell'estinzione della dinastia longobarda perché
il principato di Benevento e Salerno divennero possedimenti
del conte di Puglia, Roberto il Guiscardo. Infatti Giordano
ebbe paura di perdere anche Capua e arrivò a accordi
con il Ducato di Napoli.
Nel 1135 arrivò re Ruggiero II ad espugnare Napoli
e una parte dell'esercito fu accolta e acquartierata nel
Castello di Somma.
I reali angioini, negli anni del loro governo a Napoli scelsero
il castello di Somma come luogo di villeggiatura per la
salubrità dell'aria, per la sua fortificata posizione
e anche per i nobili sentimenti di lealtà della sua
posizione.
Lo stesso Carlo I d'Angiò vi si recò molto
spesso. La rocca, nel periodo angioino fu quasi del tutto
rifatta sulle fondamenta dell'antico castello svevo.
In seguito Somma per successione paterna fu assegnata alla
regina Giovanna I che più volte si reca al castello.
La città ospitò, all'epoca, uomini famosi
come il pittore Montano d'Arezzo, Giovanni Caracciolo.
Il periodo feudale della città cominciò con
Ferrante d'Aragona. Dentro la rocca si era rifugiata l'amante
del padre Alfonso, Lucrezia d'Alagno nel 1458 alla morte
dell'amato. Madonna Lucrezia aveva avuto l'intero territorio
come eredità e qui si fece costruire un castello
più a valle.
Nel 1467 il re Ferrante I d'Aragona ricostruisce le mura
dell'antico quartire della città, che corrono per
circa tre miglia intorno, dando accesso quattro porte (porta
"S.Pietro", del "Castello", dei "Famosi"
e dei "Piccioli"), all'attuale centro storico,
oggi conosciuto come Casamale.
Il re Ferrante strinse d'assedio la rocca, per tenere sotto
controllo Lucrezia D'Alagno e il suo patrimonio. Egli consapevole
dell'importanza strategica della città, la diede
in feudo, prima a suo figlio, il cardinale Giovanni e poi
alla propria moglie.
I successori di Ferrante furono: Alfonso II, Ferrantino,
e Federico d'Aragona. La quarta regina di Napoli fu Giovanna
d'Aragona che mostrò subito il suo attaccamento alla
rocca. Ella inoltre conferì alla città il
privilegio del pallio ed il diritto del Mastro-mercato,
concessione questa di grande valore economico e politico,
in quanto, il Mastro-mercato, eletto dai deputati dell'università
di Somma, esercitava la piena ed esclusiva giurisdizione.
Tale privilegio rimase fino al 1806, quando le autorità
napoleoniche lo annullarono.
Somma comunque riuscì, a costo di duri sacrificci,
ad affrancarsi dal feudalesimo, firmando lo strumento di
liberazione, il 3 ottobre 1586.
Iniziò così per tutta la città, un
fecondo periodo di sviluppo ed essa venne governata da un
parlamento, composto da 40 deputati che eleggevano tre sindaci.
L'autorità regia era rappresentata dal governatore,
nominato dal governo vicereale.
La vita cittadina nel '600, fu sconvolta da due eventi straordinari:
1. L'eruzione del Vesuvio del 1631che danneggio profondamente
l'economia dei luoghi e causò numerose vittime;
2. La rivoluzione del 1647, capeggiata da Masaniello che
anche a Somma riversò i suoi effetti.
Nel corso di questo secolo, Somma dovette contrastare le
pretese della vicina S. Anastasia, che mal sopportava l'egemonia
della cittadinanza nel cui territorio essa era compresa.
Ma una nuova eruzione, quella del 1794, devastò di
nuovo il territorio e mise a dura prova, le capacità
di resistenza della popolazione.
Non meno traumatico fu, per la città, la breve esperienza
e della Repubblica Partenopea, che turbò e animò
la tranquilla vita cittadina.
L'800 fu anch'esso un secolo ricco di eventi e i moti risorgimentali
del '48, registrarono la partecipazione attiva, di nobili
ed intellettuali sommesi; basti ricordare lo scultore Enrico
Gioia, Gennaro Angrisani ed il Senatore Fedele da Siervo,
anche sindaco di Napoli.
Il' 900 è anche il secolo che segna l'ingresso di
Somma nell'era moderna; la cittadina dopo aver subito i
danni dell'eruzione del 1906 si riprese con fatica ed un
impulso alla sua rinascita fu la costruzione dell'acquedotto
del Serione nel 1913, mentre solo nel 1922 fu inaugurata
la rete di illuminazione elettrica
.La città diede un grande contributo con i suoi soldati
alla guerra del 1915-18 e molti furono i caduti e i decorati,
tra i nomi più noti vi fu quello del pilota Gaetano
Aliperti, che combatté nella famosissima squadriglia
di Francesco Baracca, e che fu insignito di numerose decorazioni
al valore.
Nel 1925, con regio decreto fu istituita a Somma la Pretura.
La caduta del fascismo, dopo la disastrosa II guerra mondiale,
segna la nascita della democrazia e quindi anche per Somma
inizia il lungo e faticoso cammino verso i livelli di civiltà
e di benessere; la città si trasformò radicalmente
fino ai nostri giorni.
Monumenti/Monuments
Castello De Curtis D'Alagno (XV sec.), Chiesa di S. Domenico
(XIII sec.), Chiesa
di S. Maria del Pozzo (XVI sec.), Museo
della Civiltà Contadina, Parco Nazionale
del Vesuvio. Festa
delle Lucerne.
Come
raggiungere Somma Vesuviana: autostrada A16 NA-BA uscita
Pomigliano d'Arco e A30 CE-SA uscita Nola direzione paesi
vesuviani, S.S.7 BIS a Pomigliano d'Arco, Asse Mediano uscita
Paesi Vesuviani, autolinea Circumvesuviana e Sita, stazione
Circumvesuviana di Somma Vesuviana, stazione FS di Marigliano.